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L’1 febbraio 1945 veniva riconosciuto il diritto di voto alle donne

Sono passati 78 anni da quando lo Stato italiano concesse per la prima volta alle donne il diritto al voto. Era il 1° febbraio 1945 e la proposta fu avanzata da Palmiro Togliatti e Alcide De Gasperi.

Diritto  di voto alle donne: sono passati 78 anni

Perché così tardi? Le motivazioni della discriminazione di genere sono le più svariate e fantasiose: alle donne era vietato votare perché emotivamente instabili e troppo sentimentali. Oggi queste affermazioni risultano ridicole e lontane, ma è davvero così?

In realtà molti Paesi hanno ammesso il suffragio femminile pochi anni fa, per esempio la Svizzera nel 1971 e l’Arabia Saudita nel 2015. Ecco alcune curiosità sul voto alle donne che sicuramente non conoscevi, alcune davvero sorprendenti.

Il primo Paese a concedere il voto alle donne fu la Nuova Zelanda

Il primo posto della classifica mondiale dei Paesi che hanno ammesso il voto alle donne è occupato dalla Nuova Zelanda, qui il suffragio femminile è realtà dal 19 settembre 1893. L’estensione del voto venne concessa grazie alle battaglie delle suffragette kiwi capeggiate da Kate Sheppard. A questa donna è dedicata la banconota da 10 dollari neozelandesi.

In cabina elettorale senza rossetto

Dopo aver ammesso il suffragio femminile nel 1945, i pregiudizi sul voto alle donne tra gli italiani erano ancora molti. Basti pensare che su un articolo del 2 giugno del 1946 (in occasione del referendum tra monarchia e repubblica) il Corriere della Sera invitava le donne a recarsi al seggio elettorale “senza rossetto sulle labbra”. Il motivo? Il rossetto avrebbe potuto macchiare la scheda e quindi rende il voto nullo. L’articolo poi invitava le donne ad applicare il rossetto fuori dal seggio dopo aver votato.

In Vaticano le donne non votano

Tutte le elezioni che si svolgono in Vaticano sono appannaggio esclusivo degli uomini. Nella Chiesa infatti le donne non possono accedere alle cariche istituzionali, e, nonostante l’apertura di papa Francesco, per il momento non sembra che la situazione sia destinata a cambiare. Le donne non possono diventare cardinali e quindi nemmeno votare per l’elezione del pontefice.

Svizzera, il voto alle donne solo nel 1971

La ricca e moderna Svizzera ha introdotto il suffragio femminile solamente nel 1971, notevolmente in ritardo rispetto agli altri Stati del continente europeo. Qui le suffragette hanno dovuto lottare per 100 anni prima di ottenere il diritto al voto e superare lo stereotipo della donna casalinga.

Ecudor, come votano i transgender

In Ecuador le donne votano dal 1921, anche se con regole particolari. Gli elettori devono recarsi in seggi diversi in base al sesso, gli uomini da una parte e le donne da un’altra. Ebbe eco internazionale la notizia che alle ultime elezioni il Governo ecuadoregno concesse ai transgender di scegliere in quale seggio votare. Questo per evitare possibili discriminazioni o gesti violenti.

Meno del 10% delle donne vota in Pakistan

Il Pakistan è la Nazione dove si registra la maggiore disparità tra uomini e donne riguardo alla partecipazione alle elezioni. Eppure il suffragio è stato esteso alle donne nel 1947, solo due anni dopo l’Italia. Si attesta che l’affluenza delle donne pakistane alle urne sia in media del 10% e in alcune regioni del Paese, le più povere e arretrate, difficilmente superi il 3%.

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