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Il 24 agosto del 2016 avvenne il terremoto nel Centro Italia

Il 24 agosto 2016, alle ore 3.36: Terremoto nel Centro Italia. La prima forte scossa ebbe una magnitudo di 6.0, con epicentro situato lungo la Valle del Tronto, tra i comuni di Accumoli e Arquata del Tronto.

Due potenti repliche si verificarono il 26 ottobre 2016 con epicentri al confine umbro-marchigiano, tra i comuni della provincia di Macerata di Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera. La prima scossa alle 19:11 con magnitudo 5.4 e la seconda alle 21:18 con magnitudo 5.9.

Il Terremoto che colpì il Centro Italia

La prima scossa si verificò alle ore 3:36:32 (UTC+2) del 24 agosto 2016, con epicentro nel comune di Accumoli e ipocentro alla profondità di 8 km. La durata è stata di 15-20 secondi.

Per quanto concerne l’accelerazione del suolo, nota come peak ground acceleration, si registrarono valori di 0,45 g, con un picco massimo di 0,86 g registrato nella sola Amatrice.

Durante la notte si registratono numerose scosse nella zona norcina e in quella reatina, tra queste, varie superiori ai 4 gradi. Alle ore 4:33:29 (UTC+2) una scossa di 5,3 gradi è stata registrata a Norcia in provincia di Perugia. Nei comuni di Amatrice e Arquata del Tronto si sono raggiunti danni pari al X grado della Scala macrosismica europea (EMS).

Lo sciame sismico

Il sisma e le scosse di replica sono state avvertite in gran parte dell’Italia centrale e in parte dell’Italia settentrionale, incluse Terni, Roma, Teramo, Pescara, Chieti, Napoli, Foggia, Campobasso, Benevento, Ancona, Pesaro e Urbino, Firenze, Perugia, Bologna e addirittura Trento, Bolzano e Gorizia.

La zona dell’evento sismico si trova in un’area sismologica molto attiva dell’Italia che comprende anche L’Aquila, dove il terremoto del 6 aprile 2009 (Mw 6.3) provocò oltre 300 morti e circa 65 000 sfollati, oltre alle Marche e all’Umbria stessa, che subirono il terremoto del 26 settembre 1997 (Mw 6.0).

Le conseguenze sul territorio

Secondo i dati elaborati da INGV, ottenuti anche tramite rilevazioni satellitari, lo spostamento della faglia alle 03:36 del 24 agosto avrebbe causato, a livello di superficie, un abbassamento del terreno di 15–20 cm, lungo un’ampia fascia di territorio allungata e parallela alla direzione della faglia. Sui due lati di rottura del piano di faglia lo scorrimento dei due lembi di crosta terrestre, secondo le rilevazioni effettuate e i modelli 3D elaborati da INGV, sarebbe compreso tra 0 e 1,3 metri.

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