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29 novembre 1947: l’ONU decreta la nascita dello Stato d’Israele

Nasce Israele: conflitti, immigrazione, causa sionista e dettagli correlati alla creazione di questo paese

Il 29 novembre 1947 l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) vota per la divisione della Palestina e la creazione di uno stato ebraico indipendente, ovvero lo Stato d’Israele, nonostante la forte opposizione degli Stati Arabi.

29 novembre 1947: nasce Israele

L’attuale contrapposizione fra ebrei e arabi in Palestina risale al 1910, quando entrambi i gruppi rivendicano il possesso del territorio allora parte dell’impero britannico.

Gli ebrei erano per lo più emigranti provenienti da Europa e Russia, giunti nella regione animati dalla volontà di creare uno stato nazionale ebraico in quella che per tradizione consideravano come loro patria atavica.

Conflitti e immigrazione

Gli arabi palestinesi cercarono fin dall’inizio di arginare l’immigrazione ebraica e creare uno stato palestinese laico. A partire dal 1929 gli scontri tra i due gruppi si intensificarono e la Gran Bretagna, come soluzione per riportare la pace nella regione, tentò di limitare l’immigrazione ebraica.

Successivamente come conseguenza della Shoah in Europa, molti ebrei entrarono illegalmente in Palestina durante la Seconda Guerra Mondiale e gruppi ebraici estremisti non esitarono a ricorrere al terrorismo contro le forze britanniche, che vedevano come oppositori della causa sionista.


Nasce Israele


La causa sionista supportata dagli States

Terminata la guerra nel 1945, gli USA supportarono la causa sionista come mezzo per giustificare la propria presenza nel vicino medio oriente, strategicamente vitale per mantenere la libera circolazione del petrolio, uno dei capisaldi della politica estera americana del secondo dopoguerra.

La Gran Bretagna, incapace di trovare una soluzione pratica al problema, si appellò all’ONU, che il 29 novembre 1947, deliberano la spartizione della Palestina.


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I confini di Israele dal 1946 ad oggi

 

Antonio Bassano

Giornalista pubblicista dal 2017, ma anche eterno appassionato di lotta, pittura, street photography e del mondo otaku. Cresciuto giornalisticamente grazie al quotidiano L'Occhio di Francesco Piccolo, Antonio Bassano ha un approccio alla professione letterario semplice e spontaneo, nonché orientato a mettere a nudo la notizia senza commistioni o forzature.

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