Curiosità

5 curiosità sui Mondiali di calcio

Il calcio è indubbiamente lo sport più popolare in assoluto e quando arriva il periodo dei Mondiali l’entusiasmo sale alle stelle

Il calcio è indubbiamente lo sport più popolare in assoluto e quando arriva il periodo dei Mondiali l’entusiasmo degli appassionati sale alle stelle, anche se magari la loro nazionale non partecipa a quella specifica edizione. Ne abbiamo avuta ampia dimostrazione proprio con il doppio caso dell’Italia, dal momento che gli ascolti televisivi prodotti dallo Stivale per le kermesse in Russia e in Qatar sono stati comunque abbastanza elevati. D’altro canto, i Mondiali di calcio fanno parte da decenni della cultura popolare e i passatempi collaterali come le scommesse piazzabili live o scommesse pre-match risultano popolari anche quando non c’è di mezzo la propria squadra del cuore. I Mondiali non mancano mai di attirare l’attenzione e sono innumerevoli gli aneddoti e le curiosità che si celano dietro a questa prestigiosa manifestazione.

Un dato particolare riguarda proprio la Coppa del mondo in Qatar. Sin dal 1994, quando l’evento fu ospitato dagli Stati Uniti, il costo di organizzazione ha raggiunto livelli mai visti prima, ma l’edizione del 2022 ha frantumato ogni record sotto questo punto di vista. A ben 220 miliardi di dollari ammonta infatti l’investimento totale dedicato alla realizzazione degli impianti e alle varie manovre logistiche. Una cifra impressionante, soprattutto se si pensa che nel 1994 il costo fu “appena” di mezzo miliardo e che il Mondiale più dispendioso fino ad oggi era stato quello di Brasile 2014, costato 15 miliardi di dollari.

Forse non tutti sanno che diversi anni fa fu proclamato ufficialmente il gol più bello della storia dei Mondiali. Accadde nel 2002, quando la FIFA decise di indire un sondaggio sul web per stabilire quale fosse la marcatura più memorabile di sempre. La vittoria andò al secondo gol siglato da Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra, ai quarti di finale del 1986. Partendo dalla propria metà campo, il campione argentino scartò 6 avversari, portiere compreso, prima di depositare la palla in rete. Curiosamente, una manciata di minuti prima Maradona aveva realizzato il celebre gol di mano poi ribattezzato mediaticamente come la “Mano de Dios”.

Ancora oggi qualche tifoso azzurro si dispera per l’assenza della nazionale italiana in Qatar. Si tratta della seconda mancata qualificazione consecutiva, dopo il precedente in Russia. In realtà, fallire di tanto in tanto l’appuntamento al Mondiale sembra quasi una prassi. Solo una squadra, infatti, ha preso parte a tutte le 22 edizioni organizzate dal 1930 al 2022: si tratta del Brasile, non a caso la rappresentativa più vincente della storia della Coppa del mondo.

Un’altra curiosità di cui in pochi sembrano essere a conoscenza riguarda l’origine della coppa. L’attuale trofeo, messo in palio dal 1974 in sostituzione della coppa Rimet, è opera dell’orafo e scultore italiano Silvio Gazzaniga, che nel 1970 ebbe la meglio su altre 52 proposte pervenute alla FIFA. La coppa del mondo originale viene consegnata ai vincitori della finale solo al momento della premiazione vera e propria. Nel prosieguo dei festeggiamenti, infatti, la FIFA fornisce alla nazionale appena laureatasi campione solo una copia del trofeo. Con così tanti atleti che sono scesi in campo dal 1930 ad oggi, alcune domande sulle statistiche dei calciatori sono d’obbligo. Chi è, ad esempio, il giocatore più giovane ad aver preso parte ad un Mondiale? Il più precoce di tutti risponde al nome di Norman Whiteside, centrocampista nordirlandese che nel 1982 fu convocato per la spedizione in Spagna ad appena 17 anni.

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