Cronaca

Il papà di Mattia, bambino disperso: “La sua felpa era vicino al ponte. Cercatelo lì, è tutta la mia vita”

Ancona, bambino disperso dopo l'alluvione: parla il padre di Mattia. Tiziano lo ha salutato poco prima che venisse travolto dall’acqua

Si chiama Tiziano Luconi il padre di Mattia, il bambino di Ancona disperso dopo l’alluvione che ha colpito le Marche nei giorni scorsi. Educatore 38enne, Tiziano ha salutato il bambino poco prima che venisse travolto dall’acqua mentre si trovava in braccio alla madre

Ancona, bambino disperso dopo l’alluvione: parla il padre di Mattia

In una intervista al Corriere della Sera, il 38enne ha raccontato: “In tre giorni ho dormito un’ora e mezza, ma dovessi ribaltare ogni tronco che c’è laggiù, fino all’ultimo filo d’erba, io Mattia lo devo ritrovare. Comunque vada, poi sarà con me. La sera di giovedì quando sono corso la prima volta al ponte di mattoni a cercarlo, un carabiniere mi gridava: “Che fai Tiziano, sei matto? Così rischi di perdere la vita”… Diluviava. Gli ho risposto: “Ma che ho più da perdere, maresciallo? La mia vita è lui”.

Tiziano tiene stretto un pezzo di stoffa: “Ce lo ha portato questa mattina un soccorritore, l’ha trovato scavando vicino alla casetta degli animali. Potrebbe essere un brandello della felpa gialloverde con l’elefantino che Mattia indossava proprio quella sera, è la stessa che indossa in questa foto, vedete? Finora l’hanno cercato coi droni, con gli elicotteri, niente da fare. Faccio un appello: perché non provare anche con i cani molecolari?”.

Il racconto

“Erano le 20.05, chissà perché ho guardato l’orologio. Silvia (la mamma di Mattia, ndr) aveva appena chiuso la farmacia ed era venuta a prenderlo per portarlo a casa a San Lorenzo in Campo, perché il mattino dopo doveva andare a scuola. Pioveva a dirotto, allora mio padre, Vladimiro, ha preso l’ombrellone grosso da mare e siamo andati tutti insieme fino alla Mercedes di Silvia. Mattia era in braccio a me, mi baciava in continuazione, io l’ho messo seduto in macchina, l’ho salutato, lui ha dato un ultimo bacino alla nonna. E sono partiti. E sa che ha fatto Mattia?. Si è girato verso di noi e dal vetro ha cominciato a salutarci con la manina. Non ha più smesso, finché la macchina non è sparita dietro la curva”.

Alluvione Marche: il racconto di Silvia Mereu, la madre di Mattia

Si chiama Silvia Mereu la madre di Mattia, il bambino disperso dopo l’alluvione delle Marche. La 42enne, farmacista di Barbara, è stata salvata dai pompieri mentre suo figlio, 8 anni, risulta nell’elenco delle persone disperse. Per la sua ricerca nel territorio di Castellone di Suasa è stato usato anche un termoscanner. Silvia è ricoverata in ospedale con un principio di polmonite.

Dall’ospedale, ai microfoni di Repubblica, la donna ha raccontato cosa è successo:

“Avevo appena lasciato la farmacia, erano le 20, massimo 20,30. Mattia aveva trascorso il pomeriggio dal padre. A Barbara non pioveva, io e Mattia abitiamo a San Lorenzo in Campo. Avrò percorso in auto sulla Corinaldese meno di una decina di chilometri. Ha iniziato a piovere e poi ho visto quell’onda marrone arrivare come una furia verso di noi”

A quel punto ha tentato di tornare indietro ma è arrivata un’altra ondata dal Nevola. A quel punto ha deciso di scendere dall’auto con il figlio: “Mattia è autistico. Non parla ma aveva negli occhi il terrore. Cercavo di tranquillizzarlo. Ho slacciato le cinture e ci siamo ritrovati in quel mare di detriti”. Quando è arrivata un’altra ondata, racconta Silvia, Mattia le è scivolato dalle braccia: “L’ho visto aggrappato a un tronco. Io provavo a raggiungerlo, gli urlavo “La mamma è qua, amore”. Mi aggrappavo a rami, rocce, e poi sono salita su un albero. Ma da lì non l’ho visto più. C’era solo il nero attorno a me”.

Silvia è rimasta per due ore ferma continuando a urlare. Fino all’arrivo dei soccorritori che l’hanno portata all’ospedale. «Non riesco a perdere la speranza. Lo so che non è razionale, sono trascorse quasi 24 ore. Ma io rivoglio mio figlio. Lancio un appello ai soccorritori: “Riportatelo alla sua mamma”.

Maltempo nelle Marche, chi sono le vittime e i dispersi

Chi sono le vittime e i dispersi a causa del maltempo nelle Marche? Al momento si contano 10 morti e 4 dispersi, tra cui anche due bambini. Quattro di loro sono di Pianello di Ostra, un paesino dell’entroterra in provincia di Ancona. Due sono padre e figlio, Giuseppe e Andrea Tisba, rispettivamente di 65 e 25 anni. Sono morti insieme, intrappolati nel loro garage. Il figlio giocava a pallone nella squadra locale, sarebbe sceso a recuperare l’automobile, il papà gli è andato dietro per aiutarlo ma sono stati sorpresi e sommersi da un’ondata di acqua e fango.

Morto anche un loro amico, Diego Chiappetti, 51 anni, sposato, con due figli, anche lui sceso in garage e travolto dall’esondazione del fiume Misa che ha rotto gli argini e ha inondato la cittadina. L’altra vittima di Pianello Di Ostra è Fernando Olivi, più di ottanta anni: la bomba d’acqua gli è entrata in casa, un seminterrato, lo hanno trovato lì.

A Trecastelli, altro centro abitato in provincia di Ancona, ha perso la vita una donna anziana ultra settantenne. Un’altra vittima è stata trovata a Barbara, uccisa dal fiume d’acqua entrato in casa. Sempre a Barbara disperse madre e figlia 17enne mentre il fratello, Simone di 21 anni, trascinato dalla corrente del Nevola, si è salvato attaccandosi a un ramo di una grossa pianta per 2 ore. La madre e la sorella sono state trascinate via e sono disperse. “L’acqua me le ha portate via davanti agli occhi”, ha detto il giovane visibilmente scosso.

Nella frazione di Bettolelle (Senigallia) i vigili del fuoco hanno estratto dalla sua auto il corpo di un uomo, annegato per l’alluvione. E si contano già altre tre vittime. C’è un bambino di 8 anni disperso. Salvata, invece, la madre Silvia, una farmacista di Barbara. Proprio a Barbara Simone Bartolacci, 23 anni, fratello di Noemi, ragazzina di 17 anni scomparsa insieme alla madre Brunella Chiu (classe ’66), ha raccontato l’accaduto al Corriere Adriatico: “Siamo stati allertati dai vicini di casa. Abbiamo preso due auto per scappare. Mentre mi stavo allontanando con l’auto ho visto la macchina di mia sorella e mia madre venir travolta dall’onda di piena. Io sono finito su un albero dove sono rimasto aggrappato per ore e dove alla fine mi hanno salvato”.

Chi sono i dispersi

Tra i dispersi ci sono invece due bambini. Uno, di 8 anni, era in braccio alla sua mamma che lo aveva portato fuori dall’auto per tentare di salvarsi. Lei è stata ritrovata nella notte, aggrappata a un albero e soccorsa dai vigili del fuoco ma del bambino per ora non c’è traccia e sono in corso le affannose ricerche. Un’altra bambina è invece dispersa assieme alla sua mamma. Tutti e tre sono della zona di Barbara. Ma c’è anche una quarta persona, di cui non si hanno notizie, trascinata dalla furia dell’alluvione.

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