Cronaca

Anziano ucciso con la motosega a Milano, fermato il killer

L’assassino del pensionato Pierantonio Secondi rintracciato in una farmacia di Melegnano dove lavora come magazziniere

È stato fermato il presunto killer dell’82enne Pierantonio Secondi, il pensionato ucciso lunedì sera nel suo appartamento a Milano. L’uomo, 35 anni, origini romene, marito e padre di due figli, è stato rintracciato dai carabinieri a Melegnano, in una farmacia dove lavora come magazziniere. È ora sotto interrogatorio del pm Elio Ramondini.

Anziano ucciso a Milano: fermato il presunto assassino

Come riporta Il Mattino, Sono bastati 9 minuti all’assassino. È questo il tempo impiegato per entrare nel portone del palazzo, approfittando dell’ingresso di un altro condomino; salire fino alla casa della vittima; aprirsi un varco nella porta con una motosega (ma il killer aveva con sé anche un trolley con un’accetta); entrare in casa; uccidere Pierantonio Secondi; tentare di dar fuoco all’appartamento per coprire le tracce; infine, scappare. Il pensionato ha provato a difendersi, impugnando uno spray urticante, ma l’assassino gli ha inferto prima un colpo alla mano (quasi recisa di netto) e poi ha infierito sul corpo con due coltelli da cucina, colpendolo su entrambi i lati del collo . I sospetti dei carabinieri si erano subito concentrati su un uomo di 35 anni romeno che nei mesi scorsi era stato denunciato dall’anziano per stalking.

Il legame e le aggressioni

I due avrebbero avuto una frequentazione che si era poi conclusa con minacce e atti persecutori nei confronti della vittima. Nei confronti dell’aggressore era stato emesso un divieto di avvicinamento notificato il 13 ottobre (l’anziano, rapinato e percosso, era uscito dall’ospedale con 21 giorni di prognosi). Proprio ieri un altro provvedimento era stato emesso, ma non ancora notificato, per impedirgli di avvicinarsi alla sorella di Secondi e a un amico del pensionato, accusati di aver convinto l’anziano a interrompere la relazione. I carabinieri avevano cercato il magazziniere al telefono per comunicargli l’ordine, senza però riuscire a contattarlo. Il telefono del romeno è stato trovato nella sua giacca, all’interno dell’appartamento di Secondi.

Le indagini

Nell’appartamento sono stati trovati anche effetti personali del presunto assassino che poi è stato visto fuggire. La scena è stata registrata dalle telecamere del palazzo. Gli investigatori hanno trovato in portineria le copie stampate di alcune mail nelle quali l’assassino ha confessato le motivazioni del gesto. Sono stati i vicini a chiamare il 112 segnalando dei rumori sospetti e un probabile furto in atto. Quando i primi equipaggi del radiomobile dei carabinieri sono arrivati in via Giulio Romano hanno visto del fumo uscire dall’appartamento. Non si trattava di un tentativo di incendio ma della combustione provocata dalla lama della motosega sul legno della porta d’ingresso.

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