Cronaca

Assalto alla Cgil: arrestato il learder di Forza Nuova Palerno, incastrato da un selfie

L'accusa è di devastazione e resistenza pluriaggravata in relazione all'assalto alla sede Cgil del 9 ottobre scorso

Assalto alla sede Cgil di Roma: è stato arrestato Massimiliano Ursino, leader di Forza Nuova a Palermo, su disposizione del Gip e condotto nel carcere Pagliarelli. L’accusa è di devastazione e resistenza pluriaggravata in relazione all’assalto alla sede Cgil del 9 ottobre scorso. Ursino aveva rivendicato pubblicamente sui social la partecipazione alla manifestazione No Green pass della capitale e si era scattato un selfie davanti alla Camera del Lavoro.

Assalto alla Cgil: arrestato Massimiliano Ursino, leader Forza Nuova Palermo

Secondo gli inquirenti ci sarebbe stato anche lui alla testa del gruppo di una cinquantina di persone che, durante la manifestazione no vax e no Green pass della settimana scorsa, avevano devastato la sede del principale sindacato italiano. Nei guai per gli stessi fatti sono finiti anche il leader nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, quello romano, Giuliano Castellino, e l’ex terrorista nero Luigi Aronica.

Subito dopo la manifestazione, Ursino aveva affermato che si “è alzato il livello dello scontro” e che “il popolo, strappando via il velo delle diversità preconcette, utili solo al mantenimento dello status quo, si unisce spesso spinto da sete di giustizia ed è imprevedibile“, sottolineando che “fino a quando il Green pass non verrà ritirato definitivamente, la rivoluzione popolare non fermerà il suo cammino, con o senza di noi“.

I precedenti di Ursino

Massimiliano Ursino, storico militante di Forza Nuova, non è nuovo a problemi con la giustizia: nel 2005 venne accusato di aver picchiato un nigeriano assieme ad altri due complici, e nel 2006 di aver rapinato (sempre con dei compici) due cittadini del Bangladesh, aggredendoli poi brutalmente. Il fatto di cronaca più eclatante lo vede però tra le vittime: il 20 febbraio del 2018, infatti, venne aggredito in strada nei pressi della sede del partito di Palermo da alcuni militanti di un centro sociale cittadino, che lo immobilizzarono e gli legarono mani e piedi con del nastro isolante da imballaggio, per poi picchiarlo.

In serata venne spedita ai giornali una rivendicazione anonima: “Chi afferma che esista una ‘minaccia fascista’, a Palermo come in tutta la Sicilia, dovrà ricredersi. Sul territorio palermitano esiste chi ripudia il fascismo e non ha timore di lottare per bloccarlo e schiacciarlo, a partire da questi protagonisti del forzanovismo, guerrieri a parole, violenti nelle immagini che evocano forse, ma incapaci di proteggere la propria incolumità e di conquistare qualsiasi forma di potere politico. Palermo è antifascista, nelle pratiche e nella quotidianità di chi la vive. A Palermo non c’è spazio per il fascismo“.


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