Cronaca

Attacco hacker al Vaticano: segnalati tentativi anomali di accesso al sito

Si sospetta di cyber-criminali russi dopo le critiche di Mosca al Papa

Oggi pomeriggio, 30 novembre, il sito web del Vaticano ha subito un attacco hacker. Per circa un’ora, a partire dalle 15, le pagine web sono sparite dalla rete.

Attacco hacker in Vaticano

Dalle 15 di questo pomeriggio sono spariti dalla Rete il sito internet ufficiale della Santa Sede, vatican.va, e tutte le pagine web che hanno i loro server in Vaticano, dai Musei ai Dicasteri, mentre il portale informativo vaticannews.va ha ripreso poco dopo le 16.

All’inizio Oltretevere avevano parlato di semplice manutenzione, in realtà si è fatto poi sapere che “sono in corso accertamenti tecnici per via di tentativi anomali di accesso al sito”. In Vaticano non si parla di “attacco hacker” ma tutto lascia pensare si tratti di questo.

Tentativi anomali di accesso: in corso le indagini

I tentativi anomali proverrebbero da più Paesi, nessuno Oltretevere ne indica ufficialmente la provenienza, del resto per le verifiche tecniche occorrerà tempo, e finora non ci sono state rivendicazioni di sorta. Le modalità, i precedenti e le circostanze recenti fanno pensare a un attacco di cyber-criminali russi.

I tentativi anomali di accesso arrivano in un momento di tensione particolare tra la Russia e il Vaticano. Una settimana fa, il 23 novembre, il Papa ha pregato all’udienza generale per la “martoriata Ucraina” e ricordato in parallelo che “questo sabato ricorre l’anniversario del terribile genocidio di Holodomor , lo sterminio per la fame del 1932-33 causato artificialmente da Stalin”.

La Russia contro il Papa

Il Cremlino non ha preso bene neanche le parole di Francesco in un’intervista pubblicata lunedì dalla rivista dei gesuiti Usa America Magazine, nella quale Francesco diceva: “Quando parlo dell’Ucraina parlo di un popolo martirizzato. Se hai un popolo martirizzato, hai qualcuno che lo martirizza, in genere i più crudeli sono forse quelli che sono della Russia ma non sono della tradizione russa, come i ceceni e i buriati».

La reazione russa è stata immediata, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha parlato di un Papa “russofobo” che “perverte la verità” e perfino l’ambasciatore russo presso la Santa Sede, Alexander Avdeev, ha detto all’agenzia Ria Novosti di avere espresso “indignazione per tali insinuazioni” e “sottolineato che niente può far vacillare la coesione e l’unità del popolo multinazionale russo”. Questa mattina è stato il leader ceceno Ramzan Kadyrov a dire che Francesco “è rimasto vittima della propaganda”.

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