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Inchiesta Aias: sede e conti dissequestrati

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Il sequestro non avrebbe più motivo di esistere dato che i principali indagati nell’ambito della vicenda Aias non ricoprono più i loro ruoli nella onlus

AVELLINO. Non avrebbe più motivo di esistere il sequestro dei beni e delle sedi dell’Aias di Avellino, finita al centro di un’inchiesta della Procura insieme all’altra onlus irpina, Noi con loro.
Lo ha deciso il gip Paolo Cassano che, nella giornata di ieri, ha accolto il ricorso dell’avvocato Raffaele Bizzarro.

Vicenda Aias: via i sigilli

Nel provvedimento si legge, infatti, come il sequestro non abbia più motivo di esistere dopo che i principali indagati della distrazione di fondi dell’Aias, Gerardo Bilotta e Massimo Preziuso, non ricoprono più i loro ruoli nella società e, quindi, non potrebbero reiterare i reati. Il giudice ha spiegato inoltre come le distrazioni contestate avrebbero arrecato un danno e non un vantaggio alla onlus.

I due filoni di indagine

Lo scorso agosto si era chiuso il filone di indagine principale nell’ambito dell’inchiesta relativa alle due onlus irpine, specializzate nell’assistenza dei disabili

Dieci persone le persone indagate, accusate a vario titolo di peculato, truffa, riciclaggio e malversazione ai danni dello Stato, tra cui Annamaria Scarinzi, moglie dell’ex premier democristiano e attuale sindaco di Nusco, Ciriaco De Mita.

Secondo gli inquirenti, alcuni fondi pubblici, che ruotavano intorno alle due onlus irpine, sarebbero  stati dirottati altrove attraverso società che nulla avevano a che fare con il settore sanitario.

La seconda indagine è relativa, invece, ad una presunta truffa aggravata che ruota intorno ad alcuni contributi di solidarietà per i lavoratori dell’Aias. Secondo gli accertamenti del nucleo tributario della guardia di finanza di Avellino si sarebbe ricorso a personale esterno alla società per ottenere i contributi.

FONTE  Ottopagine

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