Economia

Bitcoin: cosa aspettarsi nei prossimi mesi tra effetto Tesla e mosse della Bce

Non c’è soltanto Tesla sui Bitcoin, infatti è stata PayPal una delle prime aziende fintech a consentire acquisti e pagamenti in criptovalute

Soltanto qualche mese fa le previsioni che indicavano un possibile target per Bitcoin a 50 mila dollari sembravano stime piuttosto fantasiose, considerando che la barriera dei 20 mila dollari è stata superata appena a metà dicembre 2020. Dall’inizio del 2021 ad oggi la quotazione della criptovaluta ideata da Satoshi Nakamoto è salita di oltre il 63%, un risultato incredibile che sta spingendo l’asset cripto ad un prezzo superiore ai 48 mila dollari.

A favorire il rally di Bitcoin c’è stata la decisione di Elon Musk di investire 1,5 miliardi di dollari nella criptovaluta, oltre all’annuncio sulla futura possibilità di pagare le auto elettriche Tesla anche in Bitcoin. Tuttavia l’impresa americana è stata anticipata dalla Ferrari, con un investitore cripto di Padova che il 22 gennaio scorso ha comprato una rossa con un trasferimento realizzato proprio in Bitcoin a favore del concessionario.

Ad ogni modo non c’è soltanto Tesla sui Bitcoin, infatti è stata PayPal una delle prime aziende fintech a consentire acquisti e pagamenti in criptovalute, mentre girano voci su un possibile ingresso di Apple nel settore degli exchange cripto. Intanto la presidente della BCE, Christine Lagarde, ha affermato che le banche centrali non compreranno Bitcoin, sebbene sia in fase di studio la creazione di un euro digitale, progetto confermato dal membro italiano del Comitato esecutivo Fabio Panetta.

Le previsioni degli analisi sulle prospettive di Bitcoin

Secondo le previsioni Bitcoin di Criptovaluta.it, la criptovaluta presenta opportunità d’investimento elevate nonostante una volatilità alta, tenendo conto che oltre il 97% degli investitori mantiene una posizione long, quindi l’aspettativa generale al momento è di un ulteriore rialzo dell’asset cripto. Ovviamente tutti vorrebbero sapere quale sarà la soglia che i Bitcoin riusciranno a raggiungere, considerando che trovandosi in un settore non regolamentato non ci sono limiti al target massimo che il prezzo può toccare.

L’unica certezza in questo scenario abbastanza confuso è il fortissimo interesse che ruota attorno alla criptovaluta, infatti nel 2020 sono entrati su questo asset anche gli investitori istituzionali, senza contare il forte aumento dei portafogli cripto da parte dei trader retail. Ormai la quota dei 50 mila dollari sembra scontata, ad ogni modo comincia a diventare più plausibile la previsione fatta a gennaio dagli analisti di JP Morgan, con una stima di 146 mila dollari per Bitcoin nel lungo termine.

Il trend rialzista dipende però anche dalla pandemia di Covid-19, in quanto molti investitori stanno usando i Bitcoin come bene rifugio alternativo all’oro, uno scenario che in vista della ripartenza dell’economia globale potrebbe cambiare improvvisamente. Naturalmente una performance del 347% in appena un anno fa nutrire seri dubbi in merito a un possibile rischio bolla, specialmente quando l’euforia impera sovrana tra investitori più o meno consapevoli.

Secondo i gemelli Winklevoss, famosi investitori di criptovalute e celebri per aver usato i proventi della causa vinta contro Facebook per acquisti di asset cripto, entro il 2030 Bitcoin potrebbe valere mezzo milione di dollari. L’affermazione ovviamente è di parte, poiché i fratelli americani sono al momento i più ricchi investitori cripto al mondo, avendo comprato 11 milioni di dollari in Bitcoin quando valeva appena 120 dollari, per un valore aggiornato ad oggi superiore a 1,4 miliardi di dollari.

Quali sono i fattori che incidono sulla quotazione di Bitcoin

Per capire meglio quali potrebbero essere gli scenari futuri su Bitcoin, è importante comprendere quali fattori monitorare in base agli aspetti che possono influenzare l’andamento della quotazione. Sicuramente la diffusione nell’utilizzo della criptovaluta è un fenomeno da valutare, infatti maggiore è l’uso dell’asset cripto per le transazioni finanziarie più elevata è la richiesta, un meccanismo che porta in alto il valore di mercanto essendo una valuta che non può essere creata oltre il limite stabilito dal suo inventore Satoshi Nakamoto.

Inoltre bisogna analizzare l’offerta e la domanda, in quanto Bitcoin è un asset non regolamentato la cui quotazione dipende soltanto dal mercato, sebbene in questo aspetto l’effetto della speculazione rappresenti un parametro da non sottovalutare. Eventuali regolamentazioni delle istituzioni potrebbero alterare il movimento del prezzo di Bitcoin, dunque qualsiasi intervento in questo senso deve essere considerato con grandissima attenzione dagli investitori.

Una criticità della criptovaluta è legata alla quantità di Bitcoin che sono custoditi senza essere adoperati, infatti tenendo conto di un numero complessivo di 21 milioni di BTC ne sono già stati estratti più di 18,5 milioni, rafforzando da un lato il senso di scarsità dall’altro facendo presagire il rischio speculativo. Il vero focus rimane perciò la domanda, quindi non resta che cercare di capire fino a quando la richiesta di Bitcoin rimarrà su livelli così elevati.

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