Bonus matrimonio: è possibile chiederlo al datore di lavoro?

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Il bonus matrimonio consiste in una detrazione fino a 20mila euro da utilizzare in cinque anni. Ma la domanda va inviata al datore di lavoro?

Il bonus matrimonio consiste in una detrazione fino a 20mila euro da utilizzare in cinque anni. La detrazione coinvolge i giovani sposi under 35 che hanno un reddito basso e intendono sposarsi con il rito religioso. Ma la domanda del bonus matrimonio va inviata al datore di lavoro?

Bonus matrimonio al datore di lavoro, è possibile?

Le giovani coppie che intendono sposarsi in chiesa potranno detrarre dalla dichiarazione redditi il 20 per cento delle spese sostenute per la celebrazione del matrimonio religioso e, nello specifico:

  • fiori decorativi
  • ornamenti,
  • libretti
  • abiti
  • ricevimento
  • bomboniere
  • servizio make-up e èarrucchiere
  • fotografo.

I beneficiari del bonus devono essere cittadini italiani da dieci anni; le spese devono essere sostenute nel territorio italiano per i matrimoni celebrati dal 1° gennaio 2019.

Il bonus va richiesto al datore di lavoro?

Assolutamente no, si tratta di un bonus delle spese sostenute per la cerimonia sotto forma di detrazione da indicare nella dichiarazione dei redditi.

I pagamenti delle spese devono essere fatti in modo tracciabile con bonifico bancario o carte di credito. Il datore di lavoro entra in scena per quanto riguarda il congedo matrimoniale, ovvero un periodo di 15 giorni retribuito con astensione al lavoro.

 

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