Scienza e Tecnologia

Buco dell’ozono: il più piccolo degli ultimi 30 anni secondo gli esperti

Il buco dell’ozono potrebbe essere particolarmente piccolo quest’anno. Ad affermalo sono i ricercatori dell’agenzia europea Copernicus Atmosphere Monitoring Service.

Il buco dell’ozono è più piccolo: lo dice la scienza

Quest’anno, il buco dell’ozono potrebbe essere il più piccolo degli ultimi 30 anni. A sostenerlo sono i ricercatori dell’agenzia europea Copernicus Atmosphere Monitoring Service (Cams), in collaborazione con il European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (Ecmwf), secondo cui attualmente l’ampiezza del buco dell’ozono è ben al di sotto della metà di quella che viene normalmente osservata in questo periodo dell’anno.

Inoltre, il buco risulta essere decentrato e lontano dal polo rispetto alle osservazioni degli anni precedenti.

Che cos’è l’ozono?

L’ozono è una molecola composta da tre atomi di ossigeno e rappresenta lo schermo che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole. Si cominciò a parlare del buco nell’ozono tra gli anni ’70 e ’80, quando gli scienziati evidenziarono un assottigliamento dello strato di ozono sopra l’Antartide. Il fenomeno è dovuto all’inquinamento dell’atmosfera causato da prodotti chimici industriali contenenti cloro e bromo, rilasciati dalle attività umane.

Con il protocollo di Montreal, firmato nel 1987, prese il via l’azione globale per ridurre l’impiego dei cosiddetti Cfc. Cosi  i governi si impegnavano a prendere provvedimenti per vietare la produzione e l’uso di questi prodotti chimici, e arrestare così l’allargamento del buco nell’ozono.

Secondo un report del 2018, pubblicato dall’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), per tornare ad avere uno strato di ozono ai livelli degli anni ’70 bisognerà attendere il 2060.

La sorpresa della comunità scientifica

Generalmente, il buco nell’ozono in Antartide comincia a formarsi in agosto, raggiungendo la sua massima ampiezza a ottobre, per poi richiudersi a dicembre. Tuttavia, i ricercatori del Cams hanno osservato che quest’anno il buco nell’ozono ha cominciato a formarsi con due settimane di anticipo rispetto alle previsioni e agli anni precedenti.

Infatti, dall’inizio di settembre il freddo vortice polare, che fornisce le condizioni necessarie per la formazione del buco dell’ozono, si è indebolito e spostato dal polo verso il Sud America a causa di un improvviso evento di riscaldamento della stratosfera che ha innalzato le temperature fino a oltre 40 gradi rispetto alla norma.

Ciò ha destabilizzato il processo di distruzione dell’ozono sopra l’Antartide. Ma secondo i ricercatori è ancora presto per compiacersi.

Ecco come Richard Engelen, ricercatore del Cams, ha spiegato il fenomeno in un’intervista alla Bbc News

In questo momento penso che dovremmo vedere questi dati come un’anomalia interessante. Dobbiamo scoprire di più su ciò che l’ha causato. Questa anomalia non è realmente correlata a un vittoria del protocollo di Montreal, dove i governi hanno cercato di ridurre il cloro e il bromo nell’atmosfera, perché questi sono ancora lì. È molto più legato a un evento dinamico. Le persone ovviamente faranno domande relative ai cambiamenti climatici, ma noi semplicemente non possiamo ancora rispondere.

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