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A Caserta la miglior pizzeria della Campania e d’Italia | LA CLASSIFICA COMPLETA

Migliori pizzerie della Campania: la classifica di Gambero Rosso del 2021. La migliore pizzeria italiana è ancora Pepe in Grani

Quali sono le migliori pizzerie della Campania del 2021? Risponde Gambero Rosso che torna con la guida delle migliori pizzerie d’Italia, con la regione campana ancora in vetta. La migliore pizzeria italiana è ancora Pepe in Grani di Franco Pepe, a Caiazzo, nel Casertano. Pepe condivide la prima posizione con la pizzeria I Tigli di Simone Padoan a San Bonifacio, nella provincia di Verona. Soltanto qualche settimana fa, Franco Pepe era stato incoronato miglior pizzaiolo al mondo ai Top Chef Awards 2021 che si sono tenuti ad Amsterdam.

Campania, le migliori pizzerie del 2021

La seconda posizione è occupata da I Masanielli di Caserta, a quota 95 punti. Si tratta della miglior pizza d’Italia secondo la classifica “50 Top Pizza 2021″, stilata qualche settimana fa. In Campania ci sono diverse pizzerie ad aver conquistato i Tre Spicchi, ovvero tutte le pizzerie campane presenti nell’elenco del Gambero Rosso. Ecco quali sono:

  • Pepe in Grani, Caiazzo (Caserta)
  • I Masanielli, Caserta
  • La Notizia, Napoli
  • 50 Kalò, Napoli
  • 10 di Diego Vitagliano, Napoli e Pozzuoli (Napoli)
  • Casa Vitiello, Caserta
  • Da Attilio alla Pignasecca, Napoli
  • Era Ora, Palma Campania (Napoli)
  • Francesco e Salvatore Salvo, Napoli
  • La Contrada, Aversa (Caserta)
  • Le Grotticelle, Caggiano (Salerno)
  • Le Parule, Ercolano (Napoli)
  • Oliva da Concettina ai Tre Santi, Napoli
  • Pizzeria Salvo, San Giorgio a Cremano (Napoli)
  • Sorbillo, Napoli
  • Starita, Napoli
  • Villa Giovanna, Ottaviano (Napoli)

Pizzerie d’Italia 2022 è infatti ricca di novità: oltre 70 nuovi ingressi

Certo non sono mancate le dolenti note (tanti purtroppo gli esercizi costretti alla chiusura) ma nel complesso il settore ha dato prova di grande vitalità e capacità di reinventarsi e rinnovarsi con nuove consapevolezze. Molti pizzaioli hanno sfruttato il periodo di stop forzato per studiare, migliorare e diversificare gli impasti (ormai il mix di generi in menu è quasi la normalità, pizza in teglia, pizza al padellino pizza al vapore, pizza alla pala, tutto in menu dal quale pescare in libertà).

E poi si sono moltiplicati gli orti di proprietà quando non sono addirittura nate vere e proprie aziende per garantire una pizza sempre più agricola e sostenibile (come avviene per il pane). È cresciuta l’attenzione alle intolleranze (la pizza gluten free non è più un prodotto di serie B). Ma non basta ancora: cresce l’offerta del bere (al di là di carte delle bevande sempre più centrate, si registra una vera esplosione del binomio pizza&cocktail) e il servizio in sala non è più considerato “una voce” a margine (ora anche in pizzeria non è raro trovare un sommelier). Senza contare l’attenzione al fine pasto: non solo pizze ad hoc, ma inaspettate e sorprendenti carte dei dolci firmate da pastry chef.

Per scoprire chi sarà al vertice della classifica, appuntamento all’11 ottobre

L’asticella si alza, la forbice fra una semplice pizza e una pizza frutto di studio e ricerca è sempre più netta. E gli sforzi vanno premiati. Per questo, dopo l’anno zero della pandemia, la guida torna con voti e classifiche (crescono anche i premi speciali con riconoscimenti ad hoc per il bere miscelato, il servizio di sala, la valorizzazione del territorio). Voti e classifiche che vogliono essere uno stimolo per fare della pizza, insieme al pane, sempre più un cibo d’autore, sano e sostenibile. Per scoprire chi sarà al vertice della classifica e quali sono le pizzerie che si sono aggiudicate i premi speciali, bisognerà aspettare l’11 ottobre ma nel frattempo per stuzzicare l’appetito, cominciamo a svelare i tre spicchi e le tre rotelle. Ecco i Tre Spicchi della Campania.

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