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Contagi e indice Rt: perché la Campania torna in zona arancione dal 21 febbraio

Perché la Campania torna in zona arancione: i dati sul Covid. Schizza a 1.16 l'indice di contagio Rt in Campania

Perché la Campania passa in zona arancione. È di oggi, venerdì 19 febbraio, la notizia del ritorno nella fascia arancione della Campania, alle prese con un netto incremento dei contagi nelle ultime settimane. L’aumento dei nuovi casi ha fatto risalire, inevitabilmente, l’indice Rt di contagiosità. Per questo (e per altri motivi) si è arrivati alla decisione che verrà ratificata nelle prossime ore dal ministro della SaluteRoberto Speranza, con una apposita ordinanza.

Campania zona arancione, il perché di questa decisione

La Campania è in zona gialla da gennaio, quando sono finite le restrizioni natalizie. Nelle ultime settimane l’indice di contagi Rt è arrivato a 1.16, dunque oltre la soglia critica. A preoccupare, inoltre, è la diffusione delle varianti tra cui quella inglese, con un caso su 4 in Campania. Basti pensare che la scorsa l’indice Rt era a 0,8, questo a conferma del peggioramento della situazione in Campania.

Covid Campania, la situazione nelle singole province

In Campania attualmente ci sono circa 250mila positivi, per la precisione 248.165. A Napoli ci sono oltre 149mila casi, a Salerno 37mila,  Caserta 42mila (ma con una incidenza inferiore). Ad Avellino e provincia si contano circa 11mila casi, a Benevento poco meno di 7mila.

Cosa dice il report settimanale Iss-ministero della Salute sulla Campania

Si confermano per la terza settimana segnali di tendenza ad un graduale incremento nell’evoluzione epidemiologica che richiede misure di mitigazione nazionali e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione. Un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l’incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per COVID-19 in area critica. Si ribadisce, anche alla luce della conferma della circolazione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità, di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e della mobilità.


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Il sito del Ministero della Salute

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