Caserta, Cronaca Caserta

Maxi rissa tra detenuti, alta tensione nel carcere di Carinola

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Maxi rissa tra detenuti stranieri e napoletani: rimane altissima la tensione nel carcere di Carinola, da giorni ormai al centro delle cronache

Maxi rissa tra detenuti stranieri e napoletani: rimane altissima la tensione nel carcere di Carinola, da giorni ormai al centro delle cronache. L’ultimo episodio di violenza è di questa mattina, martedì 30 maggio. La denuncia arriva dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

Carcere di Carinola, maxi rissa tra detenuti

L’ultimo episodio di violenza nel carcere casertano risale a questa mattina dove si è verificata una violenta rissa tra detenuti. Al momento non sono ancora chiari i motivi che hanno portato all’aggressione. A fatica i poliziotti sono riusciti a sedare gli animi.

“Il Sappe denuncia ancora una volta la grave carenza di organico del Reparto di Polizia Penitenziaria: quotidianamente ogni Agente/Assistente è chiamato a svolgere più posti di servizio durante la giornata lavorativa; mentre il personale delle cd. cariche fisse oltre a dover svolgere la propria mansione è costretto, contemporaneamente, a ricoprire posti di servizio all’interno delle sezioni”, dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“La situazione è a dir poco allarmante”, spiega, “il 1° Reparto detentivo, composto da n. 4 sezioni, n. 2 rotonde e n. 2 stanze al piano terra per detenuti isolati dalla restante popolazione, è gestito da sole n° 3 unità di P.P.; il 2° Reparto detentivo composto da n. 4 sezioni e n. 2 rotonde, è gestito da sole 3 unità di P.P.; il 5° Reparto, composto da n. 4 Sezioni con 4 rotonde, divise su 4 piani ed una sala regia che deve essere presidiata h 24, è gestita da sole n° 3 unità di P.P.; il 3° Reparto per detenuti Collaboratori è gestito da n. 1 agente di P.P.. Nel turno pomeridiano, poi, tutto il Reparto detentivo è gestito da sole 10 unità!! Delle 11 unita’, provenienti da Santa Maria Capua Vetere, assegnate recentemente a seguito della revoca della sospensione dal servizio, solo 5 sono effettivamente in servizio. Insomma, non si riescono a garantire i livelli minimi di sicurezza e il SAPPE è mesi che lo denuncia!”.

Per il leader del primo e più rappresentativo Sindacato dei Baschi Azzurri, “le carceri sono diventate un colabrodo per le precise responsabilità di ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Sono decenni che chiediamo l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene come anche prevedere la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinario. Ma servono anche più tecnologia e più investimenti: la situazione resta allarmante, anche se gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria garantiscono ordine e sicurezza pur a fronte di condizioni di lavoro particolarmente stressanti e gravose”.

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