Castel Sant’Elmo di Napoli: storie e leggende di fantasmi tormentati

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Castel Sant’Elmo, costruito sulla collina del Vomero, nella zona di San Martino, è uno dei sette castelli di Napoli, situato in uno dei posti più panoramici della città, di questa uno dei luoghi più infestati da fantasmi. Tutti i nemici, infatti, che tentarono di assaltare questo castello vennero uccisi ed i loro corpi riversati nei sotterranei per essere mangiati dai topi, senza una degna sepoltura.


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Castel Sant’Elmo di Napoli: il castello degli spiriti

Le prime notizie storiche sul castel Sant’Elmo di Napoli risalgono al 1329, anno in cui Roberto il Saggio ordinò al reggente della Vicaria, Giovanni de Haya, la costruzione di un palazzo, il Palatium castrum, sulla sommità della collina di Sant’Erasmo. Gli architetti incaricati del lavoro furono Francesco de Vico e Tino di Camaino. Alla morte di quest’ultimo, nel 1336, gli successe Attanasio Primario e dopo di lui, nel 1340, Balduccio de Bacza. I lavori furono ultimati nel 1343 sotto il regno di Giovanna I d’Angiò.

Anticamente chiamato Paturcium, il castello sorge dove nel X secolo vi era una chiesa deicata a Sant’Erasmo di Formia (da cui Eramo, Ermo, Elmo). Castel Sant’Elmo è il primo castello per estensione della città situato in posizione strategica: dall’alto si possono controllare la città, il golfo e gran parte delle strade di Napoli.

Il nome deriva dal fatto che il territorio su cui sorge nell’antichità ospitava una Chiesa dedicata a Sant’Erasmo, successivamente, quindi, si passò ad Ermo ed infine al Elmo, nome odierno, forse per la corruzione che si aggirava intorno al nome Erasmo.

La storia

Il castello ha avuto una lunga storia di assedi e trasformazioni:

  • Nel gennaio del 1348, dopo l’efferato omicidio di Andrea di Ungheria, ebbe il battesimo del fuoco con il suo primo assedio da parte di Ludovico di Ungheria, giunto a Napoli per vendicare il fratello la cui uccisione si attribuiva all’uxoricidio da parte della regina Giovanna I d’Angiò. Dopo la resa della regina, il castello fu occupato da Carlo di Durazzo
  • Nel 1416 la regina Giovanna II lo vendette per la somma di 10.500 ducati ad Alfonso d’Aragona. Il castello fu un ambito obiettivo militare quando francesi e spagnoli si contesero il Regno di Napoli
  •  Don Pedro de Toledo lo fece ricostruire nel 1537 su sollecitazione dell’imperatore Carlo V. I lavori furono curati dall’architetto Pedro Luis Escrivà, il quale effettuò una fortificazione dell’intera altura di San Martino: un’epigrafe marmorea lo commemora
  • La costruzione fu portata a termine dall’architetto Gian Giacomo dell’Acaya nel 1546
  • Nel 1587 un fulmine, caduto nella polveriera, fece saltare in aria buona parte della fortezza uccidendo 150 uomini ed arrecando danni al resto della città.
  •  Nel 1659, divenne poi un carcere nel quale furono prigionieri, tra gli altri, il filosofo Tommaso Campanella (dal 1604 al 1608) e Giovanna di Capua, principessa di Conca
  • Nel 1647, durante la rivoluzione di Masaniello, vi si rifugiò il viceré duca d’Arcos mentre il popolo invano cercava di impadronirsene. Il forte bombardò la città e, grazie alla difesa organizzata dal castellano Martino Galiano, resistette agli assalti del popolo
  • Nel 1707 fu assediato dagli austriaci
  • Nel 1734 dai Borbone
  • Al tempo della Rivoluzione francese il carcere ospitò alcuni patrioti filogiacobini: Mario PaganoGiuliano ColonnaGennaro Serra di CassanoEttore Carafa
  • Nel 1799, fu preso dal popolo e poi occupato dai repubblicani, i quali durante l’assedio delle forze francesi, da qui bombardarono alle spalle i lazzari napoletani che erano insorti per opporsi all’occupazione della città
  • Fino all’inizio degli anni settanta del XX secolo fu adibito a carcere militare. Dopo anni di lavoro per restaurarlo fu aperto al pubblico il 15 maggio 1988
  • Oggi, il castello appartiene al Demanio Civile ed è adibitomuseo

Le anime tormentate del castello di Napoli

Come tutti i palazzi e castelli di Napoli, anche Castel Sant’Elmo è avvolto da un’aura di mistero. Leggenda narra che nelle sue stanze vaghi un fantasma vestito di bianco, allegro e giocherellone, che ama spaventare i passanti.

Un’altra versione della leggenda racconta che i nemici assalitori del castello, venivano catturati e poi giustiziati nei sotterranei. Spesso i prigionieri trovano la morte divorati dai topi.

Dai quei sotterranei sembrano provenire, ancora oggi, rumori inquietanti e urla strazianti.

Le testimonianze

Secondo alcuni questi rumori sono solo il sibilo del vento prodotto nelle grotte sottostanti. Secondo altri, invece, i sotterranei sono infestati dai fantasmi.

A confermare questa ultima tesi ci sarebbero i custodi che, terrorizzati, preferiscono andare a fare il consueto giro d’ispezione dopo l’orario di chiusura solamente in coppia.

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