Charles Baudelaire, poeta maledetto per eccellenza

Charles-Baudelaire

Charles Baudelaire, è oggi considerato uno dei più grandi poeti francesi. Incompreso dai suoi contemporanei, è l'attuale padre della poesia moderna

Charles Baudelaire, è ritenuto l’iniziatore di un nuovo corso poetico, e la sua opera viene collocata fra le più alte espressioni della poesia di tutti i tempi e paesi. Autore di un unico ma fondamentale libro di poesie, “Les fleurs du Mal”. La sua grande originalità non fu interamente compresa dai suoi contemporanei, ma esercitò un’influenza notevolissima nel secolo successivo.

Charles Baudelaire, padre della poesia contemporanea

Alla sua nascita (avvenuta il 9 aprile del 1821 a Parigi) suo padre ha sessanta anni, sua madre ventisei. Il padre muore quando Charles ha sei anni, e la giovane madre vedova si risposa un anno dopo con il comandante Aupick, un militare promesso a una gloriosa carriera. Charles odia Aupick al punto di sollecitare gli insorti delle barricate del 1848 a fucilare il comandante. L’adolescente è mandato in collegio a Lione, in seguito espulso per indisciplina.

La sua vita dissipata e scapigliata preoccupa la madre e il padre adottivo che lo spingono a viaggiare. Nel 1841, Baudelaire si imbarca per l’India ma non arriverà mai a Calcutta: durante il viaggio si annoia e sbarca nell’sola Mauritius dove viene colpito da una forte nostalgia e decide di tornare in Francia. Questo viaggio però gli lascerà un certo gusto per l’esotismo.

Giornalista e critico d’arte

Di ritorno a Parigi, Baudelaire prende possesso dell’eredità lasciata dal padre ma sperpera i suoi averi con una velocita incredibile, cedendo al gusto per il lusso e comprando oggetti d’arte. Inizia ad indebitarsi e così sua madre decide di assumere un tutor finanziario che solo ogni mese fornisce a Charles una piccola parte dell’eredità.


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Questa limitazione viene vissuta come un’umiliazione dal giovane uomo, diviso tra un sentimento di rivolta contro la famiglia e il forte desiderio di vedere sua madre riconoscere il suo talento di poeta. Baudelaire diventa giornalista e critico d’arte. Traduce anche Edgar Allan Poe (1809-1849) che scopre con passione e frequenta gli intellettuali dell’epoca.

La nascita de “Lo Spleen di Parigi”

Nel 1848 Baudelaire, travolto da un sentimento rivoluzionario, crea un giornale, il Saluto pubblico, che viene pubblicato solo due volte ma il colpo di Stato di Napoleone calma i suoi ardori. Baudelaire si rifugia nel dandismo, la sua vita è caotica. Ha diverse storie sentimentali, quella con Jeanne Duval (soprannominata “La Venere Nera”) è tumultuosa.


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Si dedica ai “Paradisi artificiali” (pubblicherà sotto questo nome una raccolta di poesia nel 1860): hashish, oppio e vino. Scrive molto, nel 1857 I fiori del male è pubblicato e molte poesie sono condannate per immoralità. Una nuova versione rimaneggiata con diverse parti cancellate esce nel 1861. Nel 1862 Baudelaire scrive “Lo Spleen di Parigi”.

Morte

È sempre molto depresso e pieno di debiti. Parte per il Belgio dove viene colpito da un attacco che lo lascia semiparalizzato e afasico. Dopo un anno di sofferenza murata nel silenzio, Baudelaire si spegne il 31 agosto 1867.

Vita privata

La sua relazione con la prostituta Sarah Louchette, dalla quale contrarrà la sifilide, spinge la famiglia ad allontanarlo dalla Francia convincendolo a partire per l’India.

Oltre alla relazione con Jeanne Duval, Baudelaire è stato legato sentimentalmente anche a Marie Daubrun e Madame Sabatier, della prima si avvertirà la presenza in una serie di componimenti della sua opera “Les Fleurs du Mal”, mentre la Sabatier è una cortigiana molto nota negli ambienti intellettuali, idealizzata da Baudelaire ed anch’essa ispiratrice dell’opera del poeta.


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Alla morte del patrigno la madre del poeta, amata in modo struggente da Baudelaire, si ritira a Honfleur, dove il figlio andrà spesso a rifugiarsi.

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