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Chi era Charles Bukowski? Ecco la vita del poeta maledetto

Charles Bukowski, noto anche come Henry Chinaski, pseudonimo del suo alter ego letterario, è stato un romanziere associato alla corrente letteraria del realismo sporco, noto per la sua vita sregolata, dedita all’alcol e al sesso.

Charles Bukowski: vita e carriera del poeta maledetto

Henry Charles Hank Bukowski Jr., questo il suo nome completo, nasce ad Andernach il 16 agosto 1920. La famiglia paterna aveva origini tedesche e polacche: il padre, Henry Bukowski, e la madre, Katharina Fett, si conobbero in Germania durante il servizio militare del padre, sergente della Third United States Army.

Dopo aver risparmiato un po’ di soldi, si trasferì con la famiglia nella periferia di Los Angeles nel 1930, dove vivevano i nonni paterni.

La sua infanzia non fu facile: il padre era spesso disoccupato, frustato e violento, inoltre, a causa delle sue origini tedesche, venne discriminato e deriso; anche l’acne giovanile non lo aiutò con la sua timidezza e la sua solitudine.

Il suo rapporto con l’alcol inizia proprio in questo periodo, tra i 13 e i 14 anni, questo idillio, avrebbe per sempre segnato la sua carriera:

“Se succede qualcosa di brutto / si beve per dimenticare;
se succede qualcosa di bello / si beve per festeggiare;
e se non succede niente / si beve per far succedere qualcosa.”


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Dopo aver ottenuto il diploma, nel 1938, presso la L.A. High School, frequentò per due anni l’ università L.A. City College; seguendo corsi di arte, giornalismo e letteratura. Durante il periodo universitario, frequentò gruppi di nazisti e gruppi di estrema sinistra. Ma sarà sempre disinteressato dalla politica, percepita come uno spreco di tempo.

Il 22 luglio 1944, venne arrestato dagli agenti dell’FBI a Filadelfia, in Pennsylvania, con l’accusa di renitenza alla leva. Dopo 17 giorni passati prigione, per non aver dichiarato i suoi spostamenti all’esercito, non superò l’esame fisico-psicologico e fu dichiarato non adatto al servizio militare.

Charles Bukowski, dall’età di 20 anni iniziò a vagabondare; arrivò a New Orleans, San Francisco, St. Louis, soggiornando anche in una pensione bordello. Per mantenersi faceva una serie di lavoretti saltuari come: il lavapiatti, il posteggiatore e il facchino.

I primi scritti letterari avvennero all’età di 24 anni, con i racconti: Aftermath of a Lengthy Rejection Slip (1944), pubblicato sulla rivista Story, e 20 Tanks From Kasseldown, uscita su una raccolta di Portfolio III.

Dopo una lunga pausa, da lui definita come una sbronza di dieci anni, continua a scrivere racconti e poesie e, a un certo punto, queste opere trovano spazio in alcuni giornali e nelle riviste underground. La scrittura bukowskiana, caratterizzata dalla rabbia verso la vita e da una costante amarezza causata dai torti subiti. Tutte le sue opere traggono ispirazione dalla sua vita, in maniera quasi ossessiva: sesso, alcol, gioco d’azzardo, una vita ai margini che smaschera l’ipocrisia del sogno americano. La scrittura di Charles, caratterizza per essere veloce e semplice ma anche incisiva e feroce, venne spesso accostata alla Beat Generation.

Viene assunto al Postal Office di Los Angeles dove lavorò, per oltre 10 anni, come impiegato archivista. In questi anni lavorativi monotoni e soffocanti, produsse altre opere. Nel 1969, dopo aver lasciato il lavoro postale, riceve una proposta editoriale da John Martin della Black Sparrow. Dedicandosi  a tempo pieno alla scrittura, scrisse il suo primo romanzo autobiografico, Post Office, che lo rese finalmente celebre. Bukowski pubblicò quasi tutti i suoi lavori successivi con la Black Sparrow; la casa editrice che per prima credette nelle sue potenzialità. Inizia, inoltre, un’importante collaborazione con il settimanale alternativo Open city.

Da quel momento in poi, la fama di Bukowski, non fa altro che crescere negli anni, permettendo all’autore, divenuto noto come ultimo scrittore maledetto, di sconfinare negli Stati Uniti e in Europa.

Tra le sue opere più famose ricordiamo: Factotum, Donne, Panino al prosciutto, Compagno di sbronze, Hollywood, Sui gatti, Una storia del XX secolo, Taccuino di un vecchio sporcaccione, Shakespeare non l’ha mai fatto, So benissimo quanto ho peccato, Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle, L’amore è un cane che viene dall’inferno, Musica per organi caldi.


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Charles Bukowski e le donne

Charles ebbe numerose relazioni burrascose: nel 1955, dopo aver bevuto molto con la compagna Jane, fu ricoverato in ospedale per un’ulcera perforante, che gli fu quasi fatale; nel 1957 decise di sposare una poetessa, Barbara Frye, senza averla mai vista, ma i due divorziarono nel 1959; nel 1964, convisse con Frances Smith, più volte screditata nelle sue opere; da questa relazione nacque l’unica figlia di Bukowski, Marina Louise.

Il 1962, fu un anno molto difficile, a causa della morte di Jane Cooney Baker, il suo primo vero amore. Bukowski sfogò il suo lutto e la sua devastazione in una potente serie di poesie e racconti. Da numerosi critici, Jane è considerata il più grande amore della sua vita e la più importante musa ispiratrice.

Nel 1969, dopo il successo, cominciò ad avere numerose relazioni da una notte e via; quelle più importanti furono: Linda King, poetessa e scultrice, Liza Willams, manager degli studi di registrazione, Tammie e Tanya. Tutte queste storie fornirono materiale per i suoi racconti e le poesie.


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                 Linda King e Charles Bukowski

Nel 1976 incontrò Linda Lee Beighle, l’unica donna che cercò di frenare la sua vena autodistruttiva. Con Linda si trasferì nella comunità rurale di San Pedro, il distretto più a sud di Los Angeles. I due vissero insieme a intermittenza per più di due anni.


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Linda Lee Beighle e Charles Bukowski

Charles Bukowski: la morte

“Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.”

Nel 1988 si ammala di tubercolosi, ma continua a scrivere e pubblicare libri fino a quando, il 9 marzo del 1994, all’età di 73 anni, muore stroncato da una leucemia fulminante, a San Pedro, poco dopo aver completato il suo ultimo romanzo, Pulp. I funerali furono officiati da monaci buddisti, alla cui disciplina spirituale si era avvicinato negli ultimi anni.

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