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Chi è Luigi Nerini, l’imprenditore che ha in gestione la funivia del Mottarone

Chi è l'imprenditore che ha in gestione la funivia del Mottarone? La società che ha in gestione la Funivia  si chiama Ferrovie del Mottarone ed è al 100% di proprietà di Luigi Nerini

Chi è l’imprenditore che ha in gestione la funivia del Mottarone? La società che ha in gestione la Funivia  si chiama Ferrovie del Mottarone ed è al 100% di proprietà di Luigi Nerini, 56 anni, un imprenditore locale, di Baveno, paese sulla sponda piemontese del Lago Maggiore.

Chi è l’imprenditore Luigi Nerini che ha in gestione la funivia del Mottarone

I bilanci degli ultimi anni – come riporta anche Il Corriere – hanno segnato risultati molto soddisfacenti con fatturati stabili intorno a 1,7-1,8 milioni di euro ( l’ultimo noto è quello del 2019). I debiti sono complessivamente pari a 2,6 milioni e quindi, almeno fino a ieri, del tutto compatibili con un’azienda che realizza un utile pari a oltre il 20% del fatturato.

Nerini prende un compenso di 96 mila euro dalla sua società e ha in concessione la funivia dal Comune di Stresa fino al 2028. Il Comune, che eroga un contributo annuo intorno ai 130mila euro, ha incamerato due fideiussioni dall’imprenditore per poco più di 100mila euro. Il numero dei dipendenti cambia ogni mese e si va da un massimo di 18 tra maggio e agosto al minimo di 8 a novembre, seguendo il flusso dei turisti che pagano 20 euro il biglietto di andata e ritorno.

Circa 100mila passaggi annui

I passaggi sono circa 100 mila l’anno, compresi i residenti a Stresa che hanno tariffa agevolata. Nerini, diploma di liceo scientifico, è titolare anche di un’agenzia viaggi a Verbania.

L’incidente e che cosa è successo 

L’incidente sarebbe stato causato da un cedimento di una fune nella parte più alta del tragitto, poco prima della stazione di arrivo. La funivia aveva riaperto ieri al pubblico, dopo oltre un anno di chiusura a causa dell’emergenza sanitaria. Sarebbe stata completamente revisionata e sottoposta a un intervento di manutenzione straordinaria solo alcuni anni fa, tra il 2014 e il 2016. La cabina sarebbe precipitata da un’altezza di circa 80 metri.


 

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I lavori di manutenzione

Chiusa nel 2014, la funivia del Mottarone aveva riaperto nel 2016 dopo due anni di lavori di manutenzione e ammodernamento, affidati alla società Leitner. Il 13 agosto 2016 era stata riaperta e, tra ottobre-dicembre 2016 erano state anche rinnovate le stazioni di riferimento della funivia. I lavori per la funivia che collega Stresa e la cima del Mottarone partono nel 1963 per sostituire il vecchio percorso ferroviario, risalente agli inizi del ‘900, con un nuovo impianto più funzionale e veloce. Nel 2002 la funivia è stata sottoposta a una revisione straordinaria eseguita dalla ditta Poma Italia.

La struttura

La funivia è strutturata in due tronconi, ciascuno con due cabine dalla portata di 35 persone. Il primo troncone della funivia parte a 205 m in località Lido di Carciano, e raggiunge la Località Alpino, dove si trova il Giardino botanico Alpinia. Il secondo tronco parte agli 803 m dell’Alpino e raggiunge un pianoro immediatamente sotto la vetta del Mottarone, posto a 1385 m, da questa posizione è possibile raggiungere i 1491 m a piedi o con una seggiovia realizzata nel 2009.

Crollo funivia del Mottarone, tre arresti: c’è anche Luigi Nerini 

I tre sono accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione degli strumenti atti a prevenire gli infortuni aggravato dal disastro e lesioni gravissime. Si sono “giustificati” rispetto alle consapevoli anomali del sistema frenante dell’impianto “per superare le difficoltà economiche ed evitare che si fermasse a lungo”. Così si è preferito “disinnescare” sulla cabina precipitata il sistema frenante di sicurezza, ha dichiarato il procuratore Bossi.

Ora devono rispondere di “Rimozione od omissione dolosa di cautele” previsto dell’articolo 437 del codice penale che punisce chi “omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro, ovvero li rimuove o li danneggia”. Ipotesi aggravata “se dal fatto deriva un disastro”. Lo spiega il procuratore di Verbania Olimpia Bossi a capo dell’inchiesta sulla cabina precipitata della funivia in cui hanno perso la vita 14 persone e un bambino è rimasto ferito.

 

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