Cronaca

Vaxzevria (Astrazeneca): chi viene vaccinato e con cosa? La situazione

Chi viene vaccinato con Vaxzevria? Come cambia il piano vaccinale dopo le raccomandazioni del Ministero della Salute

Chi viene vaccinato con Vaxzevria ovvero Astrazeneca? Fino a questo momento, in Italia sono state vaccinate in via preferenziale le persone con più di 80 anni, i soggetti più a rischio di ammalarsi, e il personale sanitario, della scuola, i militari e le forze dell’ordine.

Successivamente è toccato alle persone con almeno 70 anni e poi quelle con almeno 60. Alla maggior parte dei vaccinati sono stati riservati i sieri Moderna Pfizer, raccomandati per gli over 80 e ai soggetti più deboli. Le altre categorie sono state vaccinate con gli altri vaccini attualmente a disposizione.

Astrazeneca, chi viene vaccinato con Vaxzevria?

Vaxzevria, nuovo nome di Astrazeneca, ha fatto molto parlare nelle ultime settimane a causa degli effetti collaterali riscontrati in pochissimi soggetti. Fino ad ora è stato somministrato soprattutto al personale sanitario, a quello della scuola e a militari e forze dell’ordine.

Raccomandato alle persone tra 18 e 27 anni, il 7 aprile è stato “raccomandato” di somministrare il vaccino Vaxzevria alle persone con più di 60 anni. In questa fascia di età si sono infatti riscontrati minori rischi – già estremamente bassi – di soffrire di eventuali problemi circolatori (trombosi).

Una raccomandazione che, inevitabilmente, andrà a rimodulare il piano vaccinale finora in vigore. L’8 aprile il presidente del Consiglio Mario Draghi ha detto che Francesco Paolo Figliuolo, Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, emetterà una direttiva per uniformare in tutto il paese i criteri di vaccinazione, e quindi stabilire anche quale vaccino andrà a chi.

I benefici del vaccino anti Covid di Vaxzevria superano i rischi. A ribadirlo è l’Ema che ha pubblicato una nota aggiornata con i possibili sintomi. Ecco quali sono i campanelli d’allarme da tenere sotto controllo dopo aver ricevuto il vaccino. Se si avvertono, sottolineano gli esperti,  bisogna cercare immediatamente assistenza medica.

Vaccino Covid Vaxzevria, i nuovi sintomi da segnalare

I sintomi sono:

  • respiro corto,
  • dolore al petto,
  • gonfiore nella gamba,
  • dolore addominale persistente (pancia),
  • sintomi neurologici, tra cui mal di testa gravi e persistenti o visione offuscata, piccole macchie di sangue sotto la pelle oltre il sito di iniezione.

Come cambia il bugiardino

Nel foglio illustrativo aggiornato, il vaccino Vaxzevria continua a essere indicato per l’immunizzazione attiva nella prevenzione di Covid-19 in soggetti di età pari o superiore a 18 anni. Si legge inoltre che “i dati degli studi clinici attualmente disponibili non consentono una stima dell’efficacia del vaccino in soggetti di età superiore ai 55 anni”. La sicurezza e l’efficacia di Vaxzevria nei bambini e negli adolescenti (di età inferiore ai 18 anni) non sono state ancora stabilite perché non esistono dati disponibili.

Le rinunce e le seconde dosi

Visto il boom di rinunce e disdette di persone che hanno ricevuto la prima dose e non vogliono fare la seconda, nel foglietto illustrativo si dice che non si sa se il ciclo vaccinale completato con il richiamo di un vaccino diverso dal primo possa essere efficace. “Non ci sono dati disponibili sull’intercambiabilità di Vaxzevria con altri vaccini antiCovid19 per completare il ciclo di vaccinazione. I soggetti che hanno ricevuto la prima dose di Vaxzevria devono ricevere la seconda dose di Vaxzevria per completare il ciclo di vaccinazione”.

Anche il ministero della Salute oggi ha aggiornato le raccomandazioni sul vaccino Vaxzevria di AstraZeneca. La circolare – inviata a Regioni, istituzioni ed associazioni – dice che chi ha fatto la prima dose può fare la seconda. “Chi ha già ricevuto una prima dose Vaxzevria, può completare il ciclo col medesimo vaccino”. Il parere è allegato alla circolare del ministero della Salute che aggiorna le raccomandazioni sul vaccino. “Al momento – si legge nel parere del Comitato tecnico scientifico allegato alla circolare – non esistono dati sul rischio correlato alla seconda dose in quanto al momento essa è stata somministrata solo ad un numero limitato di soggetti”.

Non deve essere somministrata la seconda dose del vaccino a coloro che hanno manifestato anafilassi alla prima dose di Vaxzevria, si legge nel foglietto illustrativo. C’è anche un paragrafo sulle reazioni correlate all’ansia come la sincope, l’iperventilazione o reazioni correlate allo stress: “possono verificarsi in associazione alla vaccinazione come risposta psicogena all’iniezione con ago. È importante che siano adottate precauzioni per evitare lesioni da svenimento”, si legge.

La vaccinazione deve essere posticipata nei soggetti che hanno febbre alta mentre «la presenza di un’infezione minore e/o febbre lieve non deve ritardare la vaccinazione».

Disturbi della coagulazione

Ecco il nuovo paragrafo sui possibili ma rari disturbi della coagulazione che hanno reso famoso il vaccino AstraZeneca. “È stata osservata molto raramente una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria. Ciò include casi severi che si presentano come trombosi venosa, inclusi siti insoliti come trombosi del seno venoso cerebrale, trombosi della vena mesenterica e trombosi arteriosa, concomitante con trombocitopenia.

La maggior parte di questi casi si è verificata entro i primi sette-quattordici giorni successivi alla vaccinazione e si è verificata in donne di età inferiore a 55 anni. Tuttavia ciò potrebbe riflettere l’aumento dell’uso del vaccino in questa popolazione. Alcuni casi hanno avuto esito fatale. Gli operatori sanitari devono prestare attenzione ai segni e ai sintomi di tromboembolia e/o trombocitopenia. I soggetti vaccinati devono essere istruiti a consultare immediatamente un medico se sviluppano sintomi quali respiro affannoso, dolore toracico, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente dopo la vaccinazione. Inoltre, chiunque manifesti sintomi neurologici tra cui cefalea severa o persistente o visione offuscata dopo la vaccinazione oppure ecchimosi (petecchie) in una sede diversa da quella della vaccinazione dopo alcuni giorni, deve consultare immediatamente un medico“.

Rischio di sanguinamento con somministrazione intramuscolare

Infine si legge che come per altre iniezioni intramuscolari, il vaccino deve essere somministrato con cautela in soggetti che ricevono terapia anticoagulante o che sono affetti da trombocitopenia o da qualsiasi disturbo della coagulazione (come l’emofilia), poiché in questi soggetti possono verificarsi sanguinamento o formazione di lividi a seguito della somministrazione per via intramuscolare.


Tutte le notizie sul coronavirus

Il sito del Ministero della Salute

Articoli correlati

Back to top button