Cronaca

Ciro Grillo e 2 indagati chiedono nuovo interrogatorio: slitta richiesta rinvio a giudizio

Il figlio del fondatore del Movimento Cinque Stelle, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria – tutti accusati per violenza di gruppo – hanno chiesto alla procura di Tempio Pausania di essere sentiti di nuovo

Ciro Grillo, figlio di Beppe Grillo, e due suoi amici, Edoardo Capitta e Vittorio Lauria, hanno chiesto alla procura di Tempio Pausania un nuovo interrogatorio, la terza in due anni, relativamente alle accuse per violenza di gruppo a danno di una studentessa di Milano.

Ciro Grillo e due suoi amici chiedono alla procura un nuovo interrogatorio

La richiesta è stata avanzata negli scorsi giorni tramite i legali dei giovani. Non è ancora stata fissata una data. Non sarà invece interrogato Francesco Corsiglia, il quarto ragazzo accusato. Slitta così la richiesta di rinvio a giudizio, il cui termine scadeva oggi dopo la seconda chiusura delle indagini di 20 giorni fa.

Il caso

I quattro ragazzi sono accusati di violenza di gruppo nei confronti di una studentessa, al momento dei fatti 19enne. La denuncia è partita una settimana dopo il presunto stupro, dopo che la ragazza aveva fatto rientro a Milano. Stando all’accusa, Ciro Grillo e gli amici avrebbero conosciuto la ragazza e un’amica durante una serata nella discoteca Billionaire in Costa Smeralda.

Gli amici e le due studentesse sarebbero poi andati insieme nella villa di proprietà di Beppe Grillo, dove, secondo quanto detto dalla ragazza, sarebbero avvenuti i fatti oggetto di denuncia. Grillo, Capitta, Lauria e Corsiglia hanno sempre parlato di rapporti consenzienti.

Gli sviluppi

Ad aprile si è tornato a parlare del caso dopo la pubblicazione, da parte di Beppe Grillo, di un video in difesa del figlio. Il fondatore del Movimento Cinque Stelle in quell’occasione, parlando del figlio e dei suoi amici, aveva detto: “Sono liberi da due anni, ce li avrei portati io in galera. Allora perché non li avete arrestati? Perché vi sete resi conto che non è vero niente, non c’è stato niente perché chi viene stuprato e fa una denuncia dopo 8 giorni vi è sembrato strano”.

A far discutere i contenuti delle intercettazioni telefoniche a cui sono stati sottoposti gli indagati e la presunta esistenza di un video delle violenze sessuali che gli amici, secondo i genitori della ragazza, avrebbero “esibito come un trofeo” ai loro conoscenti.

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