Violenza sulle donne, “Codice Rosso” è Legge, sì dal Senato

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Via libera dal Senato per il cosiddetto "Codice Rosso", il che tutela le vittime di violenza domestica e di genere, nessun voto contrario

Via libera dal Senato per il cosiddetto “Codice Rosso”, il che tutela le vittime di violenza domestica e di genere, nessun voto contrario.

Ok dal Senato, il “Codice Rosso” è Legge

Il che “Codice Rosso” dispone misure per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere. Il provvedimento ha ottenuto 197 voti a favore, 47 astensioni e nessun voto contrario. A favore hanno votato M5S, Lega, Fi, Fdi e Gruppo delle Autonomie.

Pd e Leu si sono astenuti. Il disegno di legge porta le firme dei ministri della Giustizia Alfonso Bonafede e della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno e stabilisce una corsia preferenziale per le denunce e indagini più rapide sui casi di violenza contro le donne. I due ministri hanno espresso la loro soddisfazione per il risultato raggiunto commentando la notizia sui social:

Ricordo bene quando Michelle Hunziker e io abbiamo deciso di proporre l’introduzione del Codice Rosso. Non posso che dire grazie alla tenacia e all’entusiasmo di Michelle.

Questo, invece, il commento della Bonafede:

Approvata la legge #CodiceRosso. Obbligo di ascoltare una donna entro 3 giorni, inasprimento delle pene, eliminazione attenuanti per femminicidio, introduzione di reati come revenge porn e deformazione permanente del volto. Oggi lo Stato dice ad alta voce “Le donne non si toccano”.

Cosa prevede il “Codice Rosso”

Il “Codice Rosso”, definitivamente approvato oggi, non punta solo su un generalizzato inasprimento delle pene. Agisce sul ‘fattore tempo’ come elemento determinante per scongiurare l’esito irreparabile che viene riportato dalle cronache.

Il disegno di legge si compone di 21 articoli che, come fa notare una relazione del Servizio Studi del Senato.

“individuano un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere. In relazione a queste fattispecie, interviene sul codice di procedura penale al fine di velocizzare l’instaurazione del procedimento penale e, conseguentemente, accelerare l’eventuale adozione di provvedimenti di protezione delle vittime”.

Indagini e processi più veloci

Gli articoli da 1 a 3 del ddl intervengono sul codice penale, la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, riferisca immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale.

Alla comunicazione orale seguirà senza ritardo quella scritta. Il pubblico ministero, assume informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato. Nel caso scattano le indagini di polizia giudiziaria.

Le norme in vigore disciplinano il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare. Vengono rafforzate e punite con la reclusione da sei mesi a tre anni per chiunque violi gli obblighi o i divieti previsti dall’autorità giudiziaria.

Una delle innovazioni introdotte dal Codice Rosso è l’articolo che punisce, con la reclusione da uno a 5 anni. Il delitto di costrizione o induzione al matrimonio colpisce chi “con violenza o minaccia costringe una persona a contrarre vincolo di natura personale o un’unione civile”.

La disposizione stabilisce che il reato sia punito anche quando il fatto è commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia.

Il nuovo articolo contiene le circostanze aggravanti del reato di matrimonio forzato. La pena è aumentata se i fatti sono commessi ai danni di un minore di 18 anni. Si vogliono così contrastare, il fenomeno delle spose-bambine e dei matrimoni precoci e forzati.

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