Coronavirus, blocco totale degli spostamenti: chi può muoversi e chi deve restare fermo

Coronavirus, blocco totale degli spostamenti: chi può muoversi e chi deve restare fermo

«Divieto per le persone di trasferirsi o spostarsi – impone il nuovo decreto della Regione Campania - in un comune diverso da quello in cui ci si trova»

«Divieto per le persone di trasferirsi o spostarsi – impone il nuovo decreto della Regione Campania – in un comune diverso da quello in cui ci si trova». Una differenza sostanziale rispetto ai precedenti provvedimenti assunti dal governo a partire dallo scorso 23 febbraio quando furono istituite le prime zone rosse.

Coronavirus Campania: blocco degli spostamenti

Ad esempio nel decreto dell’11 marzo veniva garantito «il rientro nel proprio comune di residenza». Ora è come se ogni comune italiano diventasse zona rossa da cui non è possibile uscire. Il timore dell’esecutivo, ma soprattutto dei governatori delle Regioni meridionali, con il campano Vincenzo De Luca in testa, è dovuto soprattutto al potenziale rientro di altre migliaia di lavoratori del Sud impiegati nel settentrione. L’obiettivo è scongiurare una nuova ondata di arrivi dalle città maggiormente colpite dall’epidemia del Covid-19.

LEGGI ANCHE: Autocertificazione per gli spostamenti: scarica qui il nuovo modulo

Chi può spostarsi, come e perché

Il nuovo decreto firmato dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal titolare del Viminale Luciana Lamorgese, impedisce ulteriormente gli spostamenti. Chi fino a ieri era impiegato in una delle aziende, ora chiuse dal decreto annunciato sabato notte dal premier Giuseppe Conte, dovrà restare alloggiato dove è stato fino a ieri. Non fa più fede il comune di residenza o il proprio domicilio, ma semplicemente il comune in cui ci si trova. Un esempio? Con la chiusura delle strutture ricettive alberghiere decise dalla Regione Lombardia, un impiegato meridionale alla reception o nei servizi di pulizia dell’hotel non può rientrare al Sud, ma deve restare dov’è. Non sono ammesse eccezioni né deroghe e i controlli nelle stazioni e negli aeroporti in questo senso saranno rigorosi.

Possono viaggiare soltanto quei lavoratori impiegati in servizi essenziali: personale della sanità, dei servizi di sicurezza, settore farmaceutico e alimentare. Tutti gli altri dovranno restare nei comuni dove hanno alloggiato fino ad oggi. Vale per quegli operai che affittano case in comune per lavorare nelle fabbriche ora chiuse e per chiunque, per qualsiasi ragione, abbia lasciato il proprio domicilio. Un’altra fattispecie riguarda anche chi ha deciso di trasferirsi nella case al mare o in montagna: devono restarci almeno fino al prossimo 3 aprile, data in cui è in vigore il nuovo dispositivo.

LEGGI ANCHE De Luca: «In isolamento 14 giorni chi viene da fuori regione»

Resta invece valida la deroga per chi attende familiari provenienti dall’estero che rientreranno in Italia. Il caso di specie riguarda soprattutto i circa 47mila studenti del programma Erasmus che, non senza difficoltà, stanno cercando di tornare nel nostro Paese con i voli messi a disposizione da Alitalia. Ormai le tratte aeree provenienti dall’estero sono prevalentemente verso Roma Fiumicino. La preoccupazione di molti familiari che non abitano nella capitale è esporre i propri congiunti a rischi ulteriori di possibili contagi. Ad esempio chi deve rientrare a Napoli dovrebbe farlo prendendo due treni: uno da Fiumicino a Termini e l’altro per il capoluogo campano. Di qui la necessità di una deroga per un solo familiare di poter prelevare all’aeroporto il passeggero di rientro dall’estero.


Le ultime notizie sul coronavirus

Coronavirus: le ultime notizie

TAG