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Coronavirus, “la convivenza forzata rischia di far crollare molte coppie”

“La convivenza forzata rischia di far crollare molte coppie”: parole dell’avvocato Gian Ettore Gassani. Il presidente dell’Ami (Associazione matrimonialisti italiani) mette in guardia sulla possibile “criticità” del diritto di famiglia a causa dello stop dell’attività nei tribunali dopo la stretta del governo per frenare la diffusione del coronavirus.

Coronavirus e crisi di coppia per la “convivenza forzata”

“La convivenza forzata in un momento così teso e preoccupante come quello che stiamo vivendo in questi giorni rischia di far crollare molte coppie già in crisi”, spiega all’Adnkronos l’avvocato Gian Ettore Gassani.

I numeri parlano chiaro: “secondo l’andamento dal 2016 ad oggi, in media in Italia possiamo contare ogni anno 88mila separazioni e 54mila divorzi. Ed è già un’idea. Attualmente – spiega Gassani – nel sistema giudiziario abbiamo almeno 350mila cause di divorzio e circa 500mila procedimenti di separazione pendenti. Numeri importanti che danno una prospettiva di quello che è già un problema e che potrebbe aggravarsi con il congelamento dei processi in virtù delle misure per il contenimento del Coronavirus”.

I divorzi

“Ovviamente nei casi d’urgenza – ordini di protezione, violenza in famiglia – si procederà. Si sta studiando anche la possibilità di procedere via skype. Ma se il diritto di famiglia è già in affanno tanto che non si riescono ad emettere sentenze in tempi rapidi, figuriamoci dopo: si rischia davvero l’intasamento nei tribunali”, evidenzia l’avvocato.

“Credo comunque nel sistema giustizia e sono convinto che i magistrati e i presidenti di tribunale possano trovare una soluzione per accelerare i tempi dei processi, almeno per quelli più urgenti. Nel settore civile le cause più importanti – rimarca Gassani – sono quelle familiari e debbono avere precedenza assoluta. Ritengo che in tale direzione l’intervento del ministro delle Giustizia e i presidenti dei tribunali sia fondamentale.

Bisognerebbe infatti evitare la lungaggine e l’incertezza di alcune cause che si trascinano dietro la tutela dei minori o gravi conflittualità in famiglia. Delle migliaia di cause di separazione e di divorzio, si consideri che alcune hanno iscrizione al ruolo 3-4 anni fa, certe hanno poi avuto sbocchi in Appello e in Cassazione”. Un quadro che rimanda l’immagine di come “il diritto di famiglia possa rischiare di diventare emergenza nell’emergenza”.

 


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