Coronavirus: il ministro Speranza “a Mondragone focolaio già normalizzato”

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"Dobbiamo essere veloci, determinati per poter ricondurre i focolai alla normalità nel più breve tempo possibile. A Mondragone questo lavoro è stato fatto"

Il ministro della Salute Roberto Speranza, in visita a Casal di Principe dove ha partecipato alla cerimonia di consegna del premio dedicato alla memoria di Don Peppe Diana, si è espresso sulla situazione del focolaio campano di Mondragone. “Dobbiamo essere veloci, determinati per poter ricondurre i focolai alla normalità nel più breve tempo possibile. Questa è la nostra sfida. A Mondragone questo lavoro è stato fatto“.

 Il Ministro Roberto Speranza: “i focolai ci sono, ci saranno e continueranno ad esserci”

Quando abbiamo iniziato le aperture dal 4 maggio – ha proseguito Speranzaeravamo consapevoli che avremmo avuto una stagione in cui dovevamo convivere con il virus. Il virus non è stato sconfitto, c’è ancora e dobbiamo tenere un atteggiamento di massima cautela. Il punto è che i focolai ci sono, ci saranno e continueranno ad esserci”.

Il vaccino al quale stiamo anche noi contribuendo sta nella fase di sperimentazione animale e per novembre dovremmo testarlo sull’uomo” ha affermato Paolo Ascierto, oncologo e ricercatore del Pascale, a Casal di Principe, dove riceverà uno dei riconoscimenti. “I tempi purtroppo sono lunghi – continua l’oncologo – perché è necessario verificare bene che sia sicuro ed efficace. Inizieremo la fase sull’uomo e i risultati si avranno non prima della prossima estate”. Sui focolai, Ascierto ammette che “non bisogna abbassare la guardia; aldilà del focolaio di Mondragone, in Veneto sappiamo di una persona finita in rianimazione. Questo significa che il virus circola e manda ancora le persone in terapia intensiva”.

Le rivolte nelle carceri durante il lockdown

La Direzione Nazionale Antimafia, di concerto con le Procure distrettuali, sta cercando di ricostruire esattamente quanto avvenuto nelle carceri, quali le cause e quali gli obiettivi“. Così il Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, ha risposto alla domanda dei cronisti sulle rivolte avvenute nelle carceri italiane durante il lockdown e sulle ultime che hanno riguardato il carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove qualche giorno fa protestarono barricandosi in un’area della struttura, i detenuti e le detenute dei reparti di Alta Sicurezza (reclusi per reati di camorra).


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