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Patto Letta-Calenda: cosa prevede l’accordo tra Partito Democratico e Azione/+Europa

I leader di Pd, Azione e +Europa hanno trovato l'intesa per correre insieme alle elezioni del 25 settembre

Raggiunto l’accordo tra PD, Azione e +Europa. Cosa prevede il Patto Letta-Calenda? Qual è il programma che li vedrà uniti nelle elezioni del 25 settembre 2022? I tre firmatari di questo patto, che sarà ricordato nei libri di Storia, sono Enrico Letta, Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova, rispettivamente rappresentanti del Partito Democratico, Azione e +Europa.

Patto Letta-Calenda: cosa prevede

In conferenza stampa, Letta ha annunciato: “A seguito di un incontro con delegazioni dei due partiti abbiamo siglato un’intesa, che riteniamo molto importante, un patto elettorale, all’interno di un accordo più largo con altre componenti a nostro avviso fondamentali per essere vincenti nei confronti della destra“.

Nell’accordo si legge chiaramente la volontà dei firmatari di rompere con il passato e guidare l’Italia in maniera coesa. Entrando nel dettaglio leggiamo:

“Le prossime elezioni sono una scelta di campo tra un’Italia tra i grandi Paesi europei e un’Italia alleata con Orban e Putin. Sono uno spartiacque che determinerà la storia prossima del nostro Paese e dell’Europa. Partito democratico e Azione/Più Europa siglano questo patto perché considerano un dovere costruire una proposta vincente di governo fondata sui seguenti punti”.

L’interesse nazionale ancorato all’Europa

“Pd e Azione/Più Europa si impegnano a promuovere, nell’ambito della rispettiva autonomia programmatica, l’interesse nazionale nel quadro di un solido ancoraggio all’Europa e nel rispetto degli impegni internazionali dell’Italia e del sistema di alleanze così come venutosi a determinare a partire dal secondo dopoguerra. In questa cornice le parti riconoscono l’importanza di proseguire nelle linee guida di politica estera e di difesa del governo Draghi con riferimento in particolare alla crisi ucraina e al contrasto al regime di Putin”.


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Autonomia energetica del Paese

“Per quanto riguarda le conseguenze del mutato scenario internazionali in ambito energetico, Pd e Azione/Più Europa si impegnano a mettere in campo le politiche pubbliche più idonee per garantire l’autonomia del Paese attraverso un’intensificazione degli investimenti in energie rinnovabili, il rafforzamento della diversificazione degli approvvigionamenti per ridurre la dipendenza dal gas russo, la realizzazione di impianti di rigassificazione nel quadro di una strategia nazionale di transizione ecologica virtuosa e sostenibile”.

Contrastare le diseguaglianze economiche e sociali

In ambito economico e sociale, le parti s’impegnano a contrastare le disuguaglianze e i costi della crisi su salari e pensioni, convenendo di realizzare il salario minimo nel quadro della direttiva Ue e una riduzione consistente del cuneo fiscale a tutela in particolare dei lavoratori”.

La continuità con il Governo Draghi

“Le parti condividono e si riconoscono nel metodo e nell’azione del governo guidato da Mario Draghi. I partiti che hanno causato la sua caduta si sono assunti una grave responsabilità dinanzi al Paese e all’Europa”.

Le riforme

“Per quanto riguarda le riforme da completare e/o emendare dopo l’interruzione traumatica del governo, Pd e Azione/Più Europa concordano sulla necessità di:

  1. realizzare integralmente il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nel rispetto del cronoprogramma convenuto con l’Unione europea;
  2. improntare le politiche di bilancio alla responsabilità e le politiche fiscali alla progressività, promuovendo al contempo una riforma del Patto di Stabilità e Crescita dell’Unione Europea che non segni un ritorno alla stagione dell’austerità;
  3. non aumentare il carico fiscale complessivo;
  4. correggere lo strumento del Reddito di Cittadinanza e il “Bonus 110%” in linea con gli intendimenti tracciati dal governo Draghi;
  5. dare assoluta priorità all’approvazione delle leggi in materia di Diritti civili e Ius scholae”.

Uninominali, 70% al Pd e 30% ad Azione/Più Europa

Quanto alle candidature, “le parti si impegnano a non candidare personalità che possano risultare divisive per i rispettivi elettorati nei collegi uninominali, per aumentare le possibilità di vittoria dell’alleanza. Conseguentemente, nei collegi uninominali non saranno candidati i leader delle forze politiche che costituiranno l’alleanza, gli ex parlamentari del M5s (usciti nell’ultima legislatura), gli ex parlamentari di Forza Italia (usciti nell’ultima legislatura).

La totalità dei candidati nei collegi uninominali della coalizione verrà suddivisa tra democratici e progressisti e Azione/Più Europa nella misura del 70 per cento (Partito democratico) e 30 per cento (Più Europa/Azione), scomputando dal totale dei collegi quelli che verranno attribuiti alle altre liste dell’alleanza elettorale. Questo rapporto verrà applicato alle diverse fasce di collegi che verranno identificati di comune intesa”.

E ancora: “Le parti si impegnano a chiedere che il tempo di parola attribuito alla coalizione nelle trasmissioni televisive sia ripartito nelle stesse percentuali applicate ai collegi”.

Le liste di partito

Le liste del Partito Democratico e di Azione/+Europa parteciperanno alla campagna elettorale guidate da Enrico Letta, frontrunner per i democratici e progressisti, e Carlo Calenda per Azione/+Europa e liberali”.

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