Cronaca

Covid, Natale: le ordinanze regionali con misure diverse da quelle nazionali

Ecco dove le restrizioni sono differenti rispetto alle altre regioni

Luca Zaia e Vincenzo De Luca sono due dei governatori che, ancor prima dell’ultimo decreto di Conte, hanno stabilito nuove disposizioni. Ma non mancano differenze anche in Trentino, Valle d’Aosta o a livello locale come nella città di Napoli: ecco dove le restrizioni sono differenti rispetto alle altre regioni.

Covid, Natale: le ordinanze regionali

In Veneto, per esempio, è scattata il 19 dicembre la nuova ordinanza regionale che vieta dalle 14 alle 22 lo spostamento in comuni diversi da quello di residenza o dimora. Un’ordinanza firmata dal presidente Luca Zaia prima del nuovo decreto di Natale. Lo stesso governatore specifica che gli spostamenti delle persone fuori dai confini comunali saranno comunque consentiti per ragioni di lavoro, salute o altre situazioni di necessità.

Dopo le 14 sarà comunque sempre possibile il rientro a casa. La restrizione interessa ogni giorno la fascia dalle 14 alle 22, perché dopo tale orario vale il la chiusura notturna già introdotta dall’ultimo Dpcm.

Zaia sottolinea che “fino al 23 dicembre, ore 24, in Veneto è valida la nostra ordinanza, la cosiddetta zona arancione ‘light’, con la chiusura dei confini comunali dalle 14. Poi dal 24/12 decadono gli effetti, perché entra in vigore il provvedimento del governo”.

In Trentino

In Trentino, con l’ordinanza emanata dal presidente della Provincia Maurizio Fugatti il 18 dicembre, il divieto di uscire dalle proprie abitazioni è stato fissato alle ore 20, non più alle 22 come invece sarà in tutta Italia anche fino al 6 gennaio. Diverso anche l’orario di chiusura dei negozi che è stato fissato alle 19.30 e non alle 21 come nel resto del Paese.

Alto Adige

L’Alto Adige ha deciso che seguirà regole proprie durante le festività natalizie e quindi nella nuova ordinanza che sarà firmata lunedì 21 sono previste deroghe rispetto al decreto di Natale emesso dal governo. Dal 24 dicembre al 6 gennaio 2021 resteranno chiusi bar e i ristoranti. Gli alberghi potranno restare aperti ma potranno avvalersi dei loro servizi esclusivamente le persone che vi pernottano.

Nelle ore notturne ci sarà una regolamentazione più severa, in linea con quella nazionale, ovvero il divieto d’uscita tra le ore 22 e le 5 e durante questo lasso temporale ci si potrà spostare esclusivamente per far rientro a casa, per raggiungere il posto di lavoro, per avvalersi dei servizi sanitari e motivi di necessità. In questi casi bisognerà avere con sé l’autocertificazione.

Valle d’Aosta

Il Consiglio dei ministri ha deliberato di impugnare la legge regionale della Valle d’Aosta 11 del 9 dicembre 2020, che consente al presidente della Regione di regolare autonomamente, in deroga ai decreti nazionali, l’apertura, tra l’altro, di negozi, bar e ristoranti, la pratica sportiva e la libertà di movimento.

Le disposizioni della Valle d’Aosta, per il governo, “eccedono dalle competenze statutarie e si pongono in contrasto con la disciplina dettata dallo Stato in materia di contenimento e di gestione dell’emergenza epidemiologica”.

La Campania

La Campania, invece, nonostante il formale passaggio da zona arancione a zona gialla (prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto che impone la zona rossa a tutto il Paese) ha deciso di confermare le limitazioni previste dalla zona arancione. L’ordinanza del presidente Vincenzo De Luca, farà scattare per i bar e gli altri esercizi di ristorazione dalle ore 11 del mattino il divieto di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche.

Per quanto riguarda le ordinanze a livello locale, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, alla luce della scelta di De Luca ha deciso di revocare quella con cui si indicavano alcune strade e piazze che le forze dell’ordine avrebbero potuto chiudere in caso di assembramenti.

Capri e Anacapri

I comuni di Capri e Anacapri hanno disposto, con due ordinanze, che dal 20 dicembre sull’isola si applichino le norme della fascia gialla e non quelle della zona arancione disposta per la Campania dal governatore De Luca. Pertanto i ristoranti potranno aprire e svolgere servizio ai tavoli fino alle 18. I sindaci ritengono che la particolare condizione dell’isola e i controlli agli imbarchi garantiscano a sufficienza la sicurezza senza bisogno di ulteriori restrizioni, e intendono adeguarsi alle disposizioni del ministero della Salute.

Sicilia

In Sicilia, invece, l’ordinanza firmata dal governatore Nello Musumeci lo scorso 14 dicembre riguarda gli arrivi sull’Isola: fino al 7 gennaio saranno valide misure di registrazione e tamponi.

Oltre alla registrazione sul sito siciliacoronavirus.it, chi entra in Sicilia deve segnalare di essere in possesso dell’esito negativo del tampone molecolare rino-faringeo effettuato nelle ultime 48 ore, oppure procedere con l’esecuzione del test rapido nel territorio siciliano.

Puglia

In Puglia, invece, regole anti-Covid al posto delle classiche musiche natalizie vengono trasmesse nella filodiffusione del Comune di Bari, nelle principali vie dello shopping del centro della città. Augurando “buone feste a tutti” la voce registrata dice che “per passare le feste in sicurezza, anche per le strade della città, ricordiamo di indossare sempre la mascherina, evitare assembramenti e mantenere la distanza interpersonale”.

Dall’altoparlante si ricordano anche le ulteriori misure previste dall’ordinanza sindacale per i fine settimana di dicembre, relative al divieto di consumare bevande e alimenti per strada, nelle piazze e nei giardini a partire dalle 11.


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