Cronaca

Covid, da oggi 30mila saturimetri gratis nelle farmacie: cos’è, come funziona e a chi spetta

Covid, 30mila saturimetri gratis in farmacia: cos'è e chi può richiederlo. All'iniziativa hanno aderito circa 1200 farmacie

In farmacia arrivano 30mila saturimetri gratis. Si tratta di una iniziativa della Società italiana di pneumologia in collaborazione con Federfarma che a partire da oggi, lunedì 11 gennaio, hanno messo a disposizione degli italiani 30mila saturimetri gratuiti.

Lo ha annunciato Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia e componente del Comitato fornendo anche i dettagli di questa iniziativa che punta a prevenire le complicazioni legate al Covid. 

Covid, 30mila saturimetri gratis in farmacia: a chi spetta

Con la collaborazione di Federfarma dall’11 gennaio saranno distribuiti gratuitamente 30mila saturimetri in circa 1200 farmacie italiane. L’iniziativa è destinata alle famiglie all’interno delle quali ci sono persone affette da patologie respiratorie. Possono richiederlo anche persone a rischio Covid per malattie pregresse o per un fattore legato all’età.

Cos’è e a cosa serve il saturimetro

Il pulsiossimetro (pulsossimetro o ossimetro o saturimetro) è un’apparecchiatura medica che permette di misurare la quantità di emoglobina legata nel sangue in maniera non invasiva. Si basa sulla tecnologia sviluppata da Takuo Aoyagi nel 1974 per l’azienda giapponese Nihon Kohden. Non consente di stabilire quale sia il gas a cui è legata l’emoglobina, ma solo la percentuale di emoglobina legata. Di norma l’emoglobina lega l’ossigeno, per cui si può ottenere una stima della quantità di ossigeno presente nel sangue.


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La sonda è composta da due diodi e una fotocellula. La luce emessa dai diodi nel campo del rosso e dell’infrarosso attraversa la cute e la circolazione del paziente e viene ricevuta dalla fotocellula. L’emoglobina legata assorbe la luce in determinate lunghezze d’onda. Conoscendo la quantità di luce iniziale e quella finale, l’apparecchiatura è in grado di calcolare la saturazione dell’ossigeno nel paziente, indicata con l’abbreviazione SpO2.

Gli ossimetri ottici si basano sui diversi spettri di assorbimento dell’Hb (emoglobina non legata) e dell’HbO2 (emoglobina legata all’ossigeno o ossiemoglobina), differenza che è la ragione del diverso colore del sangue arterioso e venoso. Si utilizzano almeno due lunghezze d’onda: la prima nel rosso attorno a 660 nm e la seconda nell’infrarosso tra 805 e 1000 nm. Il punto isosbestico dell’Hb e dell’HbO2 è uguale a 805 nm, per cui questa lunghezza d’onda (detta “isosbestica”) è utilizzata come riferimento.

Come si legge il saturimetro

I valori misurati di saturazione:

  • sopra il 96% sono considerati normali;
  • tra il 95 e il 93% sono indicativi di possibili problemi di ossigenazione (lieve ipossia);
  • tra il 92 e il 90% sono indicativi di ossigenazione insufficiente ed è consigliabile sottoporsi a emogasanalisi (EGA);
  • al di sotto del 90% non sono fisiologici e indicano una severa deficienza di ossigeno (grave ipossia), per cui risulta importante sottoporsi a una emogasanalisi.

Il valore di 100 misurato “in aria ambiente”, cioè senza somministrazione artificiale di ossigeno, può essere sintomo di iperventilazione che può essere dovuta, per esempio, ad attacchi di panico. A volte anche valori intorno al 90% possono risultare normali: è il caso di persone affette da broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO).


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