Cronaca

Marmolada, i sopravvissuti al crollo: “Noi abbracciati mentre la valanga ci passava vicino”

Crollo sul ghiacciaio della Marmolada, riprendono le ricerche dei dispersi. Ad ora sono 6 i morti e 15 dispersi

Sono riprese le ricerche dei dispersi dopo il crollo sul ghiacciaio della Marmolada. Una valanga di ghiaccio si è staccata nel primo pomeriggio di domenica 3 luglio sulla Marmolada a quota 3.500 metri: sono subito scattate le operazioni ricerca delle persone coinvolte. Elitrasportato personale del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco addestrato per interventi su neve e ghiaccio.

Crollo sul ghiacciaio della Marmolada, riprendono le ricerche dei dispersi

Il crollo ha coinvolto oltre una decina di persone: sono 8 gli escursionisti rimasti feriti, di cui uno in gravi condizioni. Sono scattate le operazioni di soccorso con decine di uomini del Soccorso alpino e cinque elicotteri di Veneto e Trentino.

I feriti sono ricoverati in diversi ospedali della zona. Sabato sulla vetta si è registrata il record della temperatura: circa 10 gradi raggiunti. Diciotto persone sono state fatte evacuare dalla cima e fatte rientrare. Al momento si stanno verificando le auto parcheggiate per cercare di capire se e quanti manchino ancora all’appello. La Marmolada è interdetta al pubblico.

Le vittime

Si sono registrate anche delle vittime nel crollo sulla Marmolada: sono 6 i morti e 15 dispersi. Questo il bilancio provvisorio delle vittime. Lo rende noto Gianpaolo Bottacin, assessore regionale del Veneto alla Protezione civile. Tra le persone che non sono state individuate ci sono sicuramente italiani, tedeschi, cechi e probabilmente romeni.

I racconti

Gino Comelli del Soccorso Alpino racconta: “Che strazio quei cadaveri tra i blocchi di ghiaccio e roccia, in tanti anni mai vista una cosa del genere”. Le salme sono state ricomposte nel Palazzo del Ghiaccio di Canazei. Qui in serata sono arrivati i primi familiari che dovranno identificare i loro cari. Ad assisterli c’è un nutrito gruppo di psicologi.

Sul posto anche Stefano Dal Moro, ingegnere di Borso del Grappa, e la sua compagna israeliana: “Siamo dei miracolati. Eravamo poco più in alto rispetto al punto in cui ci sono state le vittime . C’è stato un rumore sordo, poi è venuto giù quel mare di ghiaccio. In questi casi è inutile scappare, puoi solo pregare che non venga dalla tua parte. Ci siamo abbracciati forte e siamo rimasti accucciati mentre la massa di ghiaccio ci passava davanti”.

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