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Il discorso di Draghi al Senato: approvata la fiducia: 95 sì, 38 no

Draghi chiede la fiducia sulla risoluzione Casini

La giornata di oggi, 20 luglio, è una lunga giornata per Mario Draghi che deve pronunciare il suo discorso davanti al Senato, per chiedere la fiducia e spiegare i motivi delle sue dimissioni. Il discorso è iniziato questa mattina alle 9:30.

Il discorso di Draghi al Senato

Mario Draghi inizia il suo discorso alle 9:48, con l’Aula del Senato al completo e tutti pronti per ascoltare il premier. Il premier siede tra i ministri della Difesa e degli Esteri, Lorenzo Guerini e Luigi Di Maio. Il governo è al gran completo e l’Aula è gremita. La seduta andrà avanti con il discorso di Draghi fino alle 10.30, quando il presidente del Consiglio si recherà alla Camera per consegnare il testo delle comunicazioni rese a Palazzo Madama. Alle ore 11.00 riprenderà la seduta del Senato, con una discussione generale prevista fino alle 17, quando Draghi replicherà. Alle 17.30 inizieranno le dichiarazioni di voto ed alle 19 partirà a “chiama” dei senatori.

Le dimissioni

Durante il suo discorso, Draghi ha dichiarato:

“Mercoledì scorso ho rassegnato le dimissioni. Questa decisione è seguita al venir meno della maggioranza di unità nazionale che ha appoggiato il governo dalla sua nascita. Il capo dello Stato le ha respinte e chiesto di informare il Parlamento. Decisione che ho condiviso. Oggi mi permette di spiegare a voi e agli italiani questa decisione tanto sofferta quanto dovuta”.

Le opinioni in Parlamento

Dopo la prima parte del discorso di Draghi, il Senato si divide tra chi lo appoggia e chi ha deciso a respingere la fiducia al Governo Draghi. Di Maio si esprime chiaramente affermando: “Il discorso del presidente Draghi è stato ineccepibile, concreto, lungimirante. Adesso non ci sono più scuse: chi non vota la fiducia al governo volta le spalle agli italiani. Adesso non servono giochini, ma occorre agire con grande senso delle istituzioni“.

Meloni: “Decidano gli italiani cosa fare”

Giorgia Meloni non è favorevole ad appoggiare il Governo Draghi e afferma: “Draghi arriva in Parlamento e di fatto pretende pieni poteri, sostenendo che glielo hanno chiesto gli italiani. Ma in una democrazia la volontà popolare si esprime solo con il voto, non sulle piattaforme grilline o con gli appelli del Pd. Sono le autocrazie che rivendicano di rappresentare il popolo senza bisogno di far votare i cittadini, non le democrazie occidentali. Fratelli d’Italia non intende assecondare questa pericolosa deriva. Decidano gli italiani del proprio futuro, non questo Parlamento delegittimato e impaurito. Elezioni subito”.

Centrodestra al bivio, il discorso di Draghi non ha convinto

Assemblea rovente quella della Lega al Senato dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi. Secondo quanto apprende l’agenzia LaPresse, le mancate aperture del premier alle richieste del centrodestra di governo avrebbero amplificato la voglia di staccare la spina al governo e tornare al voto. Nessun accenno nel discorso programmatico di Draghi alle norme sull’immigrazione e sulla pace fiscale.

I senatori hanno “reputato durissimo” il passaggio su taxi e balneari e soprattutto non hanno digerito la bocciatura del ricorso allo scostamento di bilancio. Umori nerissimi dunque che, secondo quanto viene riferito, saranno oggetto di confronto a Villa Grande con Silvio Berlusconi. Il rischio, riferisce una fonte qualificata della coalizione, è che “il centrodestra si trovi col cerino in mano se il M5S decidesse – sotto il pressing di Pd – di accordare la fiducia al governo”.

Nella coalizione, dunque, si preferisce aspettare e capire se Conte proseguirà sulla strada dello strappo o se tornerà sui suoi passi. In questo caso il centrodestra, però, si troverebbe di fronte a un bivio: decidere se rimangiarsi il “nessun governo con i grillini” o accollarsi la fine del governo Draghi.

Senato approva fiducia: 95 sì, 38 no

Fiducia a Draghi con 95 voti favorevoli e 38 contrari. A votare sono stati solamente 133 senatori. Il Senato approva la risoluzione sulle comunicazioni del presidente del Consiglio presentata da Pier Ferdinando Casini. I senatori di M5S, Lega e Fi non votano: i pentastellati si dichiarano “presenti non votanti”.

Draghi al Quirinale

Una volta acquisito il risultato del Senato, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è stato visto uscire da Palazzo Chigi per recarsi, verosimilmente, al Quirinale per conferire con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

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