Cronaca

Prete arrestato, le carte: “C’erano più di 200mila euro sul conto, se continua così lo svuota prima di dicembre”

Don Francesco Spagnesi, i dettali sul conto corrente del prete arrestato a Prato per spaccio di sostanze stupefacenti

Emergono nuovi dettagli sulla vicenda di don Francesco Spagnesi, il prete arrestato per spaccio di droga Prato. In particolar modo, come riportato da Repubblica, dalle carte dell’inchiesta emergono novità relative al conto corrente del sacerdote.

Don Francesco Spagnesi, il conto corrente del prete arrestato per spaccio di droga

“Una soluzione onorevole per consentire al sacerdote di eclissarsi senza essere tuttavia rimosso, tanto che il vescovo gli assicura che avrebbe mantenuto lo stipendio”. Questa, secondo il gip di Prato, la strategia della diocesi dopo aver appreso, alla fine di agosto, del coinvolgimento di don Francesco Spagnesi in un giro di Gbl, la droga dello stupro che il religioso – come emerso da successive indagini che hanno portato all’arresto – metteva a disposizione dei suoi ospiti per festini a luci rosse.

Prato: chi è don Francesco Spagnesi, sacerdote arrestato con l’accusa di spaccio di droga

Il 40enne don Francesco Spagnesi, coinvolto in un’indagine della polizia su feste a base di cocaina e di Gbl, la “droga dello stupro”, è finito agli arresti domiciliari su decisione del gip Francesca Scarlatti che ha accolto la richiesta di misura cautelare presentata dalla procura. Nei suoi confronti le accuse sono di spaccio e importazione di sostanze stupefacenti. Il sacerdote da pochi giorni ha lasciato gli incarichi nella Parrocchia dell’Annunciazione nel quartiere pratese della Castellina.

Stando a quanto ricostruito dalla squadra mobile che ha effettuato le indagini per conto della procura, il parroco avrebbe importato dall’estero, nel corso del tempo, quantitativi di Gbl compresi tra mezzo litro e un litro per volta assieme ad un complice, Alessio Regina, di 40 anni. Proprio grazie all’individuazione dell’attività criminale di quest’ultimo e al suo arresto avvenuto a fine agosto per importazione di droga dall’Olanda, gli inquirenti hanno scoperto del coinvolgimento del parroco. La droga sarebbe stata pagata con le offerte dei parrocchiani e destinata a persone contattate tramite siti di incontri sessuali.

I festini a base di droga del prete di Prato

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori i festini sarebbero stati organizzati in un’abitazione nella disponibilità dell’altro indagato, anche lui agli arresti domiciliari. Una decina i partecipanti agli incontri su un totale di circa 200 contatti rinvenuti sul telefonino del prete, nel quale sono state “individuate tracce evidenti – spiegano dalla questura – dell’attività illecita dell’uomo”.

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