Ed Gein, la vera storia di Leatherface: l’assassino mascherato

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Tra le tante trasposizioni di Leatherface, la più nota è quella nel film horror “Non aprite quella porta” in cui viene messa a nudo tutta la furia assassina

Molti di voi avranno già sentito parlare di Leatherface (letteralmente tradotto “faccia di cuoio”), quest’ultimo appare in varie trasposizioni cinematografiche ed è uno spietato killer che indossa una maschera di pelle umana sul volto e, armato di motosega, fa a pezzi le sue vittime. Tra le tante trasposizioni di Leatherface, la più nota è sicuramente quella nel film horror “Non aprite quella porta”, in cui viene messa a nudo tutta la furia assassina di Leatherface.

La vera storia di Leatherface: Ed Gein

Ebbene, ciò che molti non sanno è che le atrocità illustrate nel film sono in realtà ispirate a fatti realmente accaduti e precisamente alle gesta del serial killer Edward Theodore Gein. Tra il 1954 e il 1957 Ed Gein, che all’epoca abitava in una fattoria nel Wisconsin, si rese responsabile di una serie di omicidi e profanazione di tombe. Più nello specifico, Gein fu ritenuto responsabile dell’omicidio di almeno due donne e della profanazione di varie tombe dal cimitero della zona.

Ma ciò che gli valse l’appellativo di “Leatherface”fu ciò che la polizia trovò in casa sua: una vera e propria casa degli orrori, che costó molte notti insonni agli agenti che la perquisirono. Gein aveva ricavato dalle sue vittime e dai cadaveri che avevi dissotterrato dei sovra mobili, le teste, le ossa e le altre parti del corpo delle sue vittime erano diventati dei macabri trofei esposti in ogni angolo della casa. Tuttavia, la cosa più orribile che rammenta le atrocità illustrate poi nei film horror fu un vestito fatto di pelle umana ricavato dalle sue
vittime, esattamente come Leatherface.

Quest’ultimo particolare del vestito realizzato in pelle umana fu successivamente d’ispirazione anche per il film “Il silenzio degli innocenti”.

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