Cronaca

Elezioni 2020, scrutatori abbandonano i seggi: corsa contro il tempo per trovare sostituti

Mi dispiace, non posso più” e così 450 scrutatori disertano l’incarico e lasciano vuoti i seggi elettorali. Succede in una Firenze in fermento per le elezioni regionali. Gli effetti del Covid arrivano quindi anche per gli addetti ai lavori del voto regionale, non proprio entusiasti di esporsi al passaggio giornaliero di decine e decine di cittadini in ambiente chiusi. La paura del contagio di fatto resta l’ipotesi più accreditata. Ma il deserto dei seggi non ha certo riguardato solo il capoluogo toscano.

Elezioni 2020, scrutatori abbandonano i seggi

Il rito della corsa al seggio si è spezzato anche in molte altre parti d’Italia. A Imperia, in Liguria, a rinunciare sono stati 114 scrutatori su 180, con corsa annessa del comune per sostituire le defezioni, arrivate tutte insieme e nel giro di poche ore. Una sfida contro il tempo anche per arginare i timori dei nuovi nominati e garantire sulla sicurezza delle operazioni di voto e di spoglio.

Se all’alba di domenica 20 anche loro dovessero ripensarci e non fare presenza al seggio di appartenenza, il presidente sarebbe costretto a procedere per una nuova nomina, letteralmente pescando tra gli elettori presenti. Si entra votanti e si esce scrutatori dunque, in una situazione a quanto pare forse troppo sottovalutata nei giorni addietro.

Palermo

L’esercito di scrutatori palermitani conta 600 componenti rinunciatari. Su un totale di 1.869 nominati complessivi, la carica delle defezioni ha messo a dura prova l’amministrazione comunale di Palermo. Alle centinaia di lettere arrivate, è seguito il giro forsennato di seconde e terze chiamate da parte dell’ufficio elettorale per poter tappare i buchi.

Savona

Stessa storia nel comune di Savona in cui i “mi spiace” sono stati 55. Un numero rilevante, considerati i 61 seggi complessivi. Uno su cinque, nel capoluogo ligure, ha preferito fare un passo indietro. E la tendenza nazionale non sembra andare troppo lontano dalle statistiche locali. La media in tutto il Paese è di circa uno scrutatore rinunciatario su tre, un presidente di seggio ogni quattro.

Campania

Anche per i presidenti di seggio la situazione non è andata di certo meglio. In Campania l’impennata di disdette si è registrata proprio da parte loro, con numeri ancora non ufficiali da parte della Corte di Appello di Napoli che però ha trascorso gli ultimi giorni a lavorare su decine di sostituzioni. Il timore è quello di un progressivo aumento di “non posso”, considerata anche la possibilità di dare disdetta fino al giorno prima delle elezioni.


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