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Election day negli Stati Uniti, stanotte l’America sceglie il nuovo Presidente: vediamo come funziona il meccanismo di voto

Il meccanismo del voto americano: il ruolo dei grandi elettori

Elezioni Usa 2020, la grande notte è arrivata, stop ai comizi, adesso a parlare saranno i voti. Ma come si vota negli Stati Uniti? Come funziona il sistema di voto? E qual’è il meccanismo dei grandi elettori? Una piccola guida al voto, per capire in che modo il sistema differisce dal nostro e perchè, quello che sembra un farraginoso iter, sia in realtà molto semplice.

Elezioni Usa 2020, come si vota: il meccanismo dei grandi elettori

Il mondo attende di sapere se le sue sorti saranno nelle mani di Donald Trump ancora per altri 4 anni, o se il rivale democratico imporrà un cambio di rotta. L’America è divisa e, a dispetto dei sondaggi, i due contendenti sembrano testa a testa. Ma prima del voto c’è da capire il meccanismo che porta all’elezione finale: perchè se da noi, e in altri Paesei occidentali, il voto è un semplice conteggio delle preferenze, negli Stati Uniti la questione è più complicata.

Il sistema di voto americano

L’attuale sistema di voto americano è stato codificato negli anni della fondazione del Paese e da allora è mutato pochissimo. Si tratta di un procedimento indiretto per cui il popolo non vota in maniera diretta un candidato specifico. Questo per cercare di dare un peso maggiore e una giusta rappresentanza in Congresso anche agli Stati più piccoli.

Il Presidente degli Stati Uniti

In quanto repubblica presidenziale, il presidente americano ha poteri molto ampi ed in particolare ha nelle proprie mani il cosiddetto potere esecutivo, ovvero ha il compito di far applicare le leggi. Inoltre è il comandante in capo delle forme armate.

I requisiti

Per potersi candidarsi alla presidenza bisogna però essere in possesso di 3 requisiti fondamentali:

  • avere compiuto 35 anni di età;
  • essere cittadino americano sin dalla nascita;
  • avere la residenza negli Stati Uniti da almeno 14 anni.

Il vicepresidente

Il mandato del presidente e del vicepresidente dura 4 anni e si può essere rieletti soltanto una volta. Dunque, al massimo si possono avere due mandati consecutivi. Nell’eventualità di morte improvvisa o dimissioni spontanee del presidente, il vicepresidente prenderà il suo posto fino alla fine dell’incarico.

Il meccanismo di voto americano: il ruolo dei grandi elettori

Il sistema elettorale americano è senza dubbio uno dei più complicati e può essere definito come indiretto. Infatti, il presidente degli Stati Uniti non viene eletto in maniera diretta dalla popolazione, ma è formalmente votato dai cosiddetti grandi elettori che sono a loro volta eletti dai cittadini del proprio Stato.

Cosa sono i grandi elettori

In altre parole, la popolazione degli Stati federali vota per il candidato democratico o repubblicano ma a essere eletto il giorno delle elezioni è il numero di grandi elettori che è associato ad ogni Stato. Inoltre, il conteggio dei voti dei cittadini è calcolato su base statale, secondo il sistema denominato Winner takes all, cioè a maggioranza secca. Non è previsto ballottaggio o uno scarto minimo di voti per indicare un vincitore nei vari Stati.

Un solo voto di scarto

Dunque, il candidato presidenziale che riceve anche un solo voto in più vince e a lui vanno attribuiti i grandi elettori di quello Stato. L’unica eccezione è rappresentata da Nebraska e Maine, i quali votano con il metodo proporzionale.

I singoli Stati

I singoli Stati federali hanno diritto a un minimo di 2 grandi elettori ma la cifra in genere varia secondo la popolazione. Ad oggi a disporre del maggior numero di grandi elettori sono la California (55) e il Texas (38).

La suddivisione

I grandi elettori sono in tutto 538 e sono divisi in 435 deputati, 100 senatori e 3 elettori che rappresentano il Distretto di Columbia. Questi si riuniscono a Washington dopo le elezioni in un collegio speciale per esprimere il proprio voto in favore di uno dei due candidati.

Il voto del collegio dei grandi elettori

Una volta concluso l’Election Day, si ha la suddivisione dei grandi elettori tra i due candidati alla presidenza. Il candidato che arriva alla soglia dei 270 grandi elettori diventerà il nuovo presidente degli Stati Uniti.

L’espressione del voto

Definiti i grandi elettori, questi si riuniscono nel Collegio Elettorale degli Stati Uniti d’America nella capitale del proprio Stato, il lunedì seguente al secondo mercoledì di dicembre. Prima della loro elezione, i grandi elettori hanno già espresso pubblicamente la preferenza tra i due candidati che devono poi confermare al momento della votazione in collegio.

Possibilità di cambiare idea

Per legge gli è concesso di cambiare idea ma nella pratica non succede quasi mai. Questo è il motivo per il quale alla fine dell’Election Day si ha il candidato vincitore ancor prima del successivo voto formale dei grandi elettori che è soltanto una prassi dall’esito scontato.

La votazione

La votazione avviene a scrutinio segreto ed entro 9 giorni i voti vengono inviati al Senato per il conteggio che si tiene il 6 gennaio. Raggiunto il numero dei 270 delegati viene così sancita ufficialmente l’elezione del nuovo Presidente degli Stati Uniti che si insedierà il successivo 20 gennaio.

Le elezioni presidenziali

Il giorno delle elezioni presidenziali, l’Election Day, cade ogni 4 anni in una data sempre diversa del mese di novembre. La data non è stata imposta dalla Costituzione americana ma da una legge federale del 1845 che stabiliva che le elezioni dovevano avvenire il martedì successivo al primo lunedì di novembre. Ciò avviene per evitare di andare alle urne il 1 novembre che è un giorno festivo.

Curiosità

La scelta del giorno era legata al fatto che nell’Ottocento gli elettori erano per lo più maschi lavoratori, costretti a spostarsi e viaggiare per raggiungere i seggi nel villaggio più vicino. Lontano dal week-end e dai giorni del mercato, il martedì era quindi la giornata ideale per muoversi nell’America rurale del XIX secolo. La data unica per tutta la popolazione ha poi un significato simbolico in quanto era un momento di coesione della nazione nel quale tutti cittadini si riuniscono per dare un nuovo presidente agli Stati Uniti.

 

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