Cronaca

Inferno Beirut, il bilancio della tragedia: 135 morti e 5mila feriti

Inferno a Beirut dopo le due terribili esplosioni: tre giorni di lutto, diversi ospedali distrutti, i malati di Covid costretti in strutture da campo e gli altri nosocomi al collasso.  La disperata ricerca di sangue, medici e infermieri, e l’allarme dell’Unicef per la situazione dei bambini, i più fragili i più colpiti, lo spettro di un avvitamento della già catastrofica crisi economico-finanziaria e politica del Paese dei Cedri, di Beirut la Parigi del Medio Oriente, e la corsa del mondo a mandare aiuti.

Beirut, i numeri della tragedia

Il bilancio delle vittime ieri sera parlava di 135 morti e 5mila feriti. Molti purtroppo i dispersi, sepolti dalle macerie con le squadre di soccorso. Tra le vittime ci sono 16 pazienti e dipendenti del Saint George University Hospital, 4 erano infermieri. Ed era una delle maggiori cliniche private impegnate nella lotta al Covid-19. L’entità della devastazione provocata dalla deflagrazione di 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio stoccate nel porto è come se fosse stata provocata da un terremoto di magnitudo 3.3.

I quartieri orientali cristiani più vicini al porto sono quelli investiti direttamente: Mar Mikhael, Geitawi, Ashrafieh, Bourj Hammoud. Ma ci sono anche una base Unifil e molte residenze internazionali. Ferita gravemente la moglie dell’ambasciatore dei Paesi Bassi.

 

Ultime notizie