Bergamasco salvato dal coronavirus in un ospedale di Palermo si tatua la Sicilia sul fianco “Ringrazierò sempre i ragazzi che mi hanno curato”

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La storia di Ettore, che ha viaggiato da Bergamo a Palermo per curare il coronavirus: un tatuaggio della Sicilia per ricordare chi lo ha salvato

La Sicilia lo ha salvato dal coronavirus, e lui, Ettore Consonni, un uomo di Bergamo, ha voluto ricordare quel brutto periodo, che lo ha portato a Palermo, dove ha lottato per la vita per quasi 1 mese. 23 giorni in Terapia Intensiva all’ospedale Civico di Palermo, e alla fine il risveglio e il percorso di guarigione.

Ettore Consonni, da Bergamo a Palermo per curare il coronavirus

Si è fatto tatuare, sul fianco, l’isola con i nomi di figli e nipoti. “L’ho fatto perché mi resti per sempre il ricordo di tutti i medici e gli infermieri che mi hanno curato, voluto bene e salvato la vita”, dice Ettore, 61 anni, magazziniere in pensione.

Il tatuaggio per ricordare la Sicilia, che l’ha salvato

Ettore è dovuto andare a Palermo perchè quando ha contratto il coronavirus la Lombardia non aveva più posti in terapia intensiva disponibili. Così un aereo militare lo ha portato sull’Isola, ed è stato ricoverato all’ospedale Civico: dopo 23 giorni di Terapia Intensiva, il 6 aprile, ha ricominciato a respirare senza l’aiuto del ventilatore

I ringraziamenti

“Ringrazierò sempre i ragazzi che mi hanno curato e i primari di malattie infettive e rianimazione Francesco Di Lorenzo e Vincenzo Mazzarese che hanno fatto di tutto per me”, ha detto Ettore.


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