Economia

L’evasione fiscale per necessità è reato: anche con 100mila euro di debiti almeno 4 anni di galera

Diventa reato l’evasione fiscale per necessità: anche con un debito di 100mila euro col Fisco si andrà in carcere per un minimo di quattro anni. Dunque, in prigione non andranno solo i cosiddetti “grandi evasori”. Con il nuovo decreto fiscale del Governo, si abbassano difatti le soglie dell’evasione fiscale oltre le quali scatta il reato. A risponderne saranno non solo quelli che non vogliono pagare le tasse, ma anche quelli che non possono. Chi, in un solo anno, avrà accumulato 100mila euro di debiti col fisco sarà punito con non meno di quattro anni di galera (per arrivare a un massimo di otto).

Evasione fiscale: reato penale anche con 100mila euro di debiti

L’evasione fiscale, ad oggi, è punita come semplice illecito amministrativo se si tratta di “piccola evasione”. In pratica, l’unica conseguenza è la famigerata cartella esattoriale. Oltre una certa soglia – variabile a seconda della gravità del comportamento commesso dal contribuente – si subisce, invece, un procedimento penale. Ebbene, questa soglia sta per essere abbassata per alcune figure delittuose.

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Il decreto sull’evasione fiscale

La maggioranza ha scritto il testo del decreto fiscale 2020 a una settimana dal via libera, salvo intese: l’accordo viene raggiunto durante un vertice durato oltre due ore e mezza. Ora la bozza – che puoi scaricare a questo link – può essere considerata una versione semi-definitiva.

Scatta così il carcere, da un minimo di quattro a un massimo di otto anni per chi evade le imposte per più di 100mila euro (attualmente le pene vanno da un anno e mezzo a sei anni). Ma il giro di vite contro i grandi evasori entrerà in vigore soltanto dopo che il Parlamento avrà convertito il decreto in legge, in modo da consentire alle Camere di approfondirne gli effetti.

Tasse: carcere per chi non può pagare

Ritorna quindi il carcere per chi non può pagare le tasse. Dal punto di vista delle modifiche delle soglie di punibilità, per cui sarà più facile per tutti commettere un reato tributario, vanno segnalati i seguenti ritocchi:

  • il reato di omesso versamento di ritenute dovute o certificate scende da 150mila a soli 50mila euro;
  • il reato di dichiarazione infedele passa da 150mila a 100mila euro;
  • il reato di omesso versamento dell’Iva scende da 250mila a 100mila euro.

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Pene esemplari per chi evade le tasse

Arrivano le pene esemplari. Dalla confisca per equivalente dei beni degli evasori si passa alla confisca per sproporzione: lo Stato potrà cioè espropriare un valore di beni superiore a quelli ottenuti come profitto del reato. Il tutto in una logica massimamente punitiva. Viene così utilizzata una misura applicata ai mafiosi anche agli evasori fiscali. Essa scatterà sui beni dei quali il condannato non può giustificare la legittima provenienza e di cui risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo in valore non adeguato al proprio reddito.

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Le altre misure del Dl fiscale

La lotta ai contanti, dall’altro lato, subisce uno slittamento di sei mesi: il tetto all’uso del cash passa, a partire dal 1° luglio, da 3mila euro a 2mila per poi scendere a mille euro a partire dal 1° gennaio 2022.

Rinviate anche all’estate le sanzioni per i commercianti che non si doteranno di Pos.

Il Bonus Befana

Per incentivare i pagamenti tracciabili è pronto anche il cosiddetto Bonus Befana: in pratica lo Stato rimborserà il 19% delle spese fatte con strumenti di pagamento tracciabili (carte e bancomat) a partire da luglio 2020: il tutto con una nuova piattaforma online.

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