Curiosità

FaceApp: dove finiscono le foto che carichiamo?

FaceApp torna di moda. Migliaia di persone in questi giorni la stanno scaricando per vedere come sarà il proprio viso tra qualche anno, compresi i VIP come Leonardo Di Caprio e il presidente degli USA Donald Trump, ma è davvero sicuro caricare le foto su questo software? Ecco cosa dice la privacy policy di FaceApp.

FaceApp: l’origine del fenomeno

L’app è disponibile sia per i sistemi Android che per iOS e ha cominciato a circolare già dal gennaio del 2017, quando la società russa Wireless Lab la mise online per la prima volta per mano di Yaroslav Goncharov, il suo direttore. L’app è gratuita, anche se alcuni dei filtri sono a pagamento (3,99 euro al mese, oppure 19,99 all’anno o 43,99 per sempre), ma l’aspetto preoccupante non è quello economico, ma quello della sicurezza.

L’app non applica semplicemente un filtro alle immagini, ma applica alle immagini delle nostre facce dei processi gestiti da intelligenze artificiali che potrebbero anche funzionare da “schedatura”, nel senso che potrebbero (l’autorizzazione la diamo noi installando l’app) catalogare chiunque conservandone la foto in una banca dati.

FaceApp: la privacy è al sicuro?

La riposta è che non si sa per certo perché, in teoria, come si legge all’interno della privacy policy dell’app, gli unici contenuti multimediali presi in carico dal software sono quelli che noi stessi decidiamo di caricare. In soldoni, solo le fotografie che carichiamo dovrebbero essere utilizzate.

Tuttavia, ci sono alcuni dubbi in questione, ma andiamo per ordine, analizzando innanzitutto quanto dichiarato all’interno della privacy policy:

Informazioni raccolte:

  • contenuti dell’utente (ad es. Foto e altri materiali) che pubblichi attraverso il Servizio. 
  • Comunicazioni tra te e FaceApp. Ad esempio, potremmo inviarti email relative al Servizio (ad es. Modifiche / aggiornamenti delle funzionalità del Servizio, avvisi tecnici e di sicurezza). Si noti che non è possibile disattivare le e-mail relative ai servizi.

Utilizzo dei dati raccolti:

  • fornire contenuti e informazioni personalizzati a te e agli altri, che potrebbero includere pubblicità online o altre forme di marketing
  • fornire, migliorare, testare e monitorare l’efficacia del nostro servizio
  • sviluppare e testare nuovi prodotti e funzionalità
  • monitorare le metriche come il numero totale di visitatori, traffico e modelli demografici
  • diagnosticare o risolvere problemi di tecnologia
  • aggiorna automaticamente l’applicazione FaceApp sul tuo dispositivo

Naturalmente, come la totalità dei software e dei servizi che utilizziamo quotidianamente sui nostri dispositivi, FaceApp raccoglie anche altri dati collaterali sull’utilizzo del sistema, i famosi cookies.

A destare un po’ di dubbi sulla sicurezza sono in particolare due aspetti. Il primo riguarda le autorizzazioni su Android ed iOS: per poter caricare un’immagine è necessario concedere l’accesso alla fotocamera e alla galleria del device, autorizzazione che si attiva quando viene caricata una foto dal dispositivo, rimane concessa anche dopo il caricamento ed è comunque fondamentale per poter scaricare la foto appena elaborata. Anche su iOS, dove la gestione dei permessi è più capillare, sembra che l’autorizzazione permanga dopo queste operazioni.

Potenzialmente, dunque, FaceApp continua ad avere accesso alla galleria, dove spesso possono esserci screenshot di dati, più o meno sensibili, che siamo soliti fare informare qualche nostro contatto. Niente che, con un qualsiasi software di  riconoscimento testi, non possa essere tradotto in men che non si dica.

La seconda perplessità sull’app riguarda il fatto che tutte le fotografie caricate vengono caricate sui loro server: esse infatti non vengono rielaborate sullo smartphone, ma vengono analizzati da software localizzati in Russia, paese natale dell’applicazione.

E, in più, dopo che abbiamo giocato a vederci invecchiati o ringiovaniti, tutte le foto rimangono all’interno di server della società. A tal proposito, nella privacy policy si legge:

Le informazioni raccolte attraverso il Servizio possono essere memorizzate ed elaborate negli Stati Uniti o in qualsiasi altro Paese in cui FaceApp, le sue Affiliate o Fornitori di servizi hanno delle strutture.

Inoltre, viene esplicitato che potrebbero essere cedute passando da un server all’altro, anche in paesi differenti con leggi sulla tutela della privacy differenti.

Con chi condivide informazioni?

Non è ben chiaro. Anzi, il documento sembra un po’ contraddittorio sotto questo aspetto. Infatti, si legge inizialmente che le informazioni non sono cedute a terzi, ma girano esclusivamente all’interno del gruppo del quale fa parte FaceApp.

All’interno del documento sulla privacy, inoltre, c’è scritto però che gli sviluppatori potrebbero condividere i nostri dati con partner terzi, con lo scopo di fornire pubblicità mirata oppure migliorare il servizio offerto.

Infine, si riservano la possibilità di cancellare alcuni dati, in modo da rendere quelli restanti totalmente anonimi e condivisibili con “altri partner” non meglio identificati.

Dunque, in teoria, quanto raccolto da FaceApp è ceduto, dopo alcune manipolazioni, ad aziende completamente estranee al servizio. Del resto, i “dati personali” sul Web  rappresentano il costo che siamo costretti a pagare per l’utilizzo di tutti quei servizi gratuiti dei quali usufruiamo quotidianamente, inclusi i social network.

FaceApp: dobbiamo smettere di utilizzarla?

Dunque è sicuro usare FaceApp? Questo non possiamo saperlo con certezza, in quanto non sappiamo cosa venga preso dai dispositivi e in che modo venga utilizzata. Inoltre, la sua privacy policy non è molto differente da quella di altri sistemi simili, ma è bene tenere a mente  che su Internet nessun servizio è gratuito al 100%, e quelli che lo sembrano in realtà si pagano con le nostre informazioni personali, che fruttano alle società frutta molto di più di quello che potrebbero ottenere facendo pagare un’applicazione.

A questo proposito, Facebook e la storia di Cambridge Analityca ci hanno dato ampia prova di quanto valgono i nostri dati personali.

Per quanto riguarda i minori, FaceApp promette di non mantenere informazioni sui minori di 13 anni, ma avverte: se siete consapevoli di aver caricato la foto dei vostri bambini, è meglio comunicarglielo attraverso il supporto tecnico.

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