Ferragosto, quanto ne sapete? Curiosità e aneddoti, tra sacro e profano

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Per molti, il Ferragosto indica la fine dell'estate: ecco alcune curiosità e aneddoti su una festività in bilico tra sacro e profano

Per molti, il Ferragosto indica la fine dell’estate, il giro di boa definitivo che ci riporta verso la stagione fredda. Ormai, è considerato una festività alla stregua del Capodanno, un’occasione per riunirsi con amici e parenti e festeggiare. Ma non è stato sempre così. Ecco alcune curiosità e aneddoti su una festività in bilico tra sacro e profano.

Ferragosto: curiosità e aneddoti sul Capodanno dell’estate

In età romana, il Ferragosto (Feriae Augusti ) era un periodo di riposo e di festeggiamenti che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità.

L’antico Ferragosto, aveva lo scopo di collegare le principali festività del mese per fornire un adeguato periodo di riposo, anche detto Augustali, necessario dopo le grandi fatiche profuse durante le settimane precedenti.

Una ricorrenza istituita dalla Chiesa

La festa originariamente cadeva il 1º agosto. Lo spostamento si deve alla Chiesa cattolica, che volle far coincidere la ricorrenza laica con la festa religiosa dell’Assunzione di Maria.

In occasione del Ferragosto i lavoratori porgevano auguri ai padroni, ottenendo in cambio una mancia: l’usanza si radicò fortemente, tanto che in età rinascimentale fu resa obbligatoria nello Stato Pontificio.

La gita di Ferragosto

La tradizionale gita di Ferragosto nacque durante il ventennio fascista. A partire dalla seconda metà degli anni venti, nel periodo ferragostano il regime organizzava centinaia di gite popolari, e in particolare dal ferragosto 1931 al settembre 1939 ciò fu favorito dall’istituzione dei “Treni popolari speciali “, inizialmente solo di 3^ classe, con prezzi fortemente scontati.

L’iniziativa offriva la possibilità anche alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane o di raggiungere le località marine o montane.

L’offerta era limitata ai giorni 13, 14 e 15 agosto e comprendeva le due formule della “Gita di un sol giorno”, nel raggio di circa 50-100 km, e della “Gita dei tre giorni” con raggio di circa 100–200 km.

I treni di Ferragosto

Questi convogli diventarono, quindi, i “Treni di ferragosto”. Durante queste gite popolari la maggior parte delle famiglie italiane ebbe per la prima volta la possibilità di vedere con i propri occhi il mare, la montagna e le città d’arte. Nacque anche la collegata tradizione del pranzo al sacco, dal momento che il vitto non era compreso.

Il Ferragosto nella cultura di massa

  • In Lombardia e Piemonte, fino ai primi decenni del XX secolo, era usanza dei datori di lavoro “dare il ferragosto” (in lombardo dà el faravóst) che consisteva nel donare emolumenti in denaro o in beni commestibili ai dipendenti, in modo che potessero trascorrere lietamente il giorno di Ferragosto con le loro famiglie.
  • La smorfia napoletana assegna al Ferragosto il n. 45
  • Al Molo Caligoliano di Pozzuoli il 15 agosto si tiene una sfida chiamata “O Pennone” o Palo di Sapone dove i concorrenti devono riuscire ad arrivare in cima e recuperare una bandierina sul palo cosparso di sapone.
  • A Paliano il 15 agosto, si svolge il Palio dell’Assunta, rievocazione storica del corteo in onore della vittoria di Marcantonio Colonna nella Battaglia di Lepanto. Il corteo è seguito dalla Giostra del Turco. A ognuno dei nove rioni del paese viene assegnato un fantino che disputerà la gara sotto i suoi colori. La giostra consiste in una corsa all’anello: ai fantini viene dato un pugnale corto e chi prende il maggior numero di anelli nel minor tempo vince il Palio dell’Assunta.

Cosa si mangia a Ferragosto?

Il piatto tradizionale per eccellenza del pranzo di Ferragosto è il piccione arrostito. Tale usanza, un tempo diffusa in buona parte d’Italia e che ancora sopravvive in alcune zone, pare sia nata in Toscana, in epoca carolingia.

L’antica tradizione piacentina prevede la preparazione della bomba di riso con piccioni, una sorta di grossa cupola di riso cotto al forno, con pezzi di piccione all’interno. Si racconta che fosse il piatto preferito di Elisabetta Farnese.

A Roma il piatto tradizionale del pranzo di Ferragosto è costituito dal pollo in umido con peperoni, spesso preceduto dalle fettuccine ai fegatelli e seguito da cocomero ben freddo.

 

 

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