Cronaca

Flirtare in chat è come tradire: la sentenza della Cassazione che punisce le “innocenti evasioni virtuali”

Per la Cassazione “Non commette abbandono di tetto coniugale la moglie che va via di casa dopo aver sorpreso il marito a navigare sul web in cerca di relazioni"

Flirt e sesso in chat equiparati al tradimento: una storica sentenza della Corte di Cassazione destinata a far discutere e che fa tremare tutti coloro che cercano “innocenti evasioni” sul web, pensando di non fare niente di male.

La rivoluzione è partita da una donna di Bologna, che aveva deciso di andare via di casa dopo aver scoperto che il maritonavigava sui siti di incontri: l’uomo voleva addebitare a lei tutte le responsabilità, invocando il reato di “abbandono del tetto coniugale”, ma la Suprema Corte ha dato ragione alla moglie.

Flirt e sesso in chat equiparati al tradimento: la sentenza della Cassazione

Siete sposati, ma il vostro rapporto sta attraversando una fase di stallo, e cercate un’evasione, senza che però il partner se ne accorga? Ebbene, tutti i messaggi, le allusioni, le conversazioni ammiccanti, rivolte a qualcuno che non sia il coniuge. è considerato tradimento. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione, che ha dichiarato che chiunque flirti sui siti online di incontri o sulle chat commette un tradimento.

La vicenda

Tutto nasce dalla decisione di una donna che dopo aver pizzicato il marito sui siti di incontri ha deciso di andarsene di casa. Durante il processo per  la separazione, il marito voleva addebitare l’intera colpa alla moglie, colpevole di “abbandono del tetto coniugale”. La Corte d’Appello di Bologna ha però stabilito che la responsabilità dovesse ricadere sul marito, perchè navigare su siti alla ricerca di relazioni equivale a violare l’obbligo di fedeltà coniugale.

La sentenza

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’uomo stabilendo che “Non commette abbandono di tetto coniugale la moglie che va via di casa dopo aver sorpreso il marito a navigare sul web in cerca di relazioni con altre donne, perché si tratta di una circostanza oggettivamente idonea a compromettere la fiducia tra i coniugi e a provocare l’insorgere della crisi matrimoniale all’origine della separazione.”

Il mantenimento

All’uomo è stato imposto l’obbligo di continuare a versare la quota di 600 euro mensili necessari per il mantenimento della ex moglie.

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