Giornata mondiale della lentezza 2020: perché è il momento di non avere fretta

giornata mondiale della lentezza

Il 9 maggio 2020 è la Giornata mondiale della lentezza, che quest'anno cade durante la Fase 2, a ridosso della fine del lockdown che ha sospeso il tempo

Il 9 maggio 2020 è la giornata mondiale della lentezza. “Vivere con lentezza è un gesto d’amore verso noi stessi, gli altri e il pianeta, è tempo di iniziare il nostro cambialento”. È questo il mantra dell’Associazione L’Arte del Vivere con lentezza, che ispira la Giornata Mondiale della Lentezza e che da quattordici anni tenta di fermare quella fretta che anima le nostre giornate per ricondurci a una percezione del tempo più rispettosa, in sintonia con noi stessi e con la Natura. Ma quest’anno il 9 maggio è un’edizione speciale su cui occorre riflettere.

La giornata mondiale della lentezza

Più che mai durante la tanto citata Fase 2, che prova a farci uscire dal lockdown che ci ha tenuto chiusi in casa per due mesi, occorre essere pazienti, “scrupolosi e attenti”, parole spesso citate dal premier Conte durante le conferenze stampa e le dirette agli italiani invitandoli a rispettare le regole, la distanza sociale e l‘uso di dispositivi di protezione. Insomma non è questo il momento di avere fretta di tornare alla normalità, e in un certo senso bisogna coltivare l’arte della lentezza per ripartire senza correre troppi rischi.

giornata mondiale della lentezza

Perché la fretta ci fa male

La fretta fa male al corpo e allo spirito. Mentre la lentezza, quando è possibile permettersela, è una strategia vincente perché, come spiega Bruno Contigiani, fondatore dell’Associazione Vivere con Lentezza, «come accade nel traffico, se cerchiamo di accelerare non arriviamo prima ma incontriamo maggiori intoppi. Quando siamo sotto stress, una decisione frettolosa può avere conseguenze catastrofiche: ed è una regola che vale per le singole persone così come per la politica o la gestione aziendale».

Lo sportello telefonico per fare due chiacchiere con calma

Un’iniziativa dedicata a chi della fretta proprio non ne vuole sapere, e desidera fare due chiacchiere con calma, raccontando una storia o ascoltandola. È questa l’idea di Bruno Contigiani, fondatore dell’Associazione Vivere con Lentezza, che mette a disposizione di tutti un numero telefonico con questo obiettivo.

“Non sono momenti facili un po’ per tutti, quindi Vivere con Lentezza offre a chi ne avesse voglia un mini sportello telefonico. Tante volte bastano poche parole e pochi minuti per cambiare una giornata storta, per trasformare un cruccio in un sorriso e a scoprire un vicino di casa virtuale. Magari sarete voi a raccontarci una storia, un ricordo, a commentare un articolo di giornale o solo a scambiare un saluto.

Il numero 379 1108231 è a disposizione di tutte le persone che hanno voglia di fare quattro chiacchiere in amicizia: il mattino dalle 10 alle 11, nel pomeriggio dalle 16 alle 17″. Info. Sportello telefonico Associazione Vivere con Lentezza.

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La lentezza è ecologica e sostenibile

Concedersi la lentezza vuol dire «provare a cambiare il modo di vivere, di lavorare e di pensare l’economia nel rispetto di noi stessi, degli altri e del pianeta che occupiamo», sostiene Bruno Contigiani, che con la sua associazione opera in India attraverso progetti di scuole nelle baraccopoli di Jaipur, mentre a Pavia e Piacenza, nelle Case Circondariali, con gruppi di lettura ad altra voce e con la produzione di periodici scritti dai detenuti.

Perché la lentezza è rivoluzionaria

«In Italia e in tante parti del mondo continuiamo a invitare le persone a rallentare, per capire dove stanno andando, e dove vogliono andare», prosegue Contigiani, ricordando alcune splendide “conquiste della lentezza”, come le città che scelgono i 30 Km orari nei propri centri storici o «la High Line di New York, il parco lungo la ferrovia sopraelevata voluto dal sindaco Bloomberg, che ha riqualificato una struttura sottraendola alla speculazione immobiliare e offerto ai cittadini una meravigliosa passeggiata».

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Rispetta i tuoi ritmi

Un vecchio detto Zen dice: quando hai fame mangia, quando sei stanco riposati. Questo non significa abbandonarsi alla pigrizia e stare sempre sul divano ma concedersi il tempo e gli spazi per ritrovare energia ed equilibrio. Anche se la voce interiore dell’ansia ci spinge sempre a compiere un passo in più del necessario, quando si è esausti è inutile insistere. La nostra mente non rende e la nostra fantasia creativa ci abbandona. Meglio fermarsi e rispettare questo tempo solo per noi per poi ripartire con la giusta energia.

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