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Governo Draghi, cosa succede ora? Dopo l’incarico nuova squadra, nomina e fiducia (entro 10 giorni)

Cosa succede dopo l'accettazione con riserva da parte di Mario Draghi?

Oggi 3 febbraio, al termine di un colloquio durato un’ora con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, l’ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi ha accettato l’incarico con riserva di formare un nuovo governo. Ma cosa succede ora?

È la domanda che in molti si stanno ponendo nelle ultime ore. Vediamo insieme tutti gli step per la formazione di un nuovo governo.


draghi mattarella


Governo Draghi, cosa succede ora? Cosa succede dopo l’incarico di riserva

L’accettazione con riserva è una formula di rito. Ciò significa che il premier incaricato svolge un breve giro di consultazioni tra le forze politiche in Parlamento. Dopodiché si presenta di nuovo al Quirinale per sciogliere positivamente o negativamente la riserva.

Governo Draghi, cosa succede ora? La squadra di governo

Dopo l’incarico, accettato con riserva, la parte restante di questa settimana sarà dedicata ad individuare i nomi della nuova squadra di governo e soprattutto a sondare i partiti con delle mini-consultazioni utili a capirne le intenzioni.

Se queste dovessero andare in porto, Draghi sottoporrà a Mattarella una lista dei ministri e si dichiarerà pronto a presidere il nuovo governo. Da lì in poi è tutto più o meno rapido: il capo dello stato firmerà il decreto di nomina e il premier sarà chiamato a giurare nelle sue mani con i ministri.

Entro dieci giorni da questo punto l’esecutivo dovrà andare alle Camere e sottoporsi al voto di fiducia illustrando il suo programma per il Paese.

Le consultazioni

Se invece le consultazioni di questi giorni dovessero andare male Draghi tornerà da Mattarella e gli comunicherà la rinuncia all’incarico. Il capo dello Stato potrà decidere allora se rimetterlo ad un’altra personalità o rinviare il governo dimissionario all’Aula perché ottenga la fiducia o cada in Parlamento oppure sciogliere le Camere e andare a elezioni.

I tempi

tempi potrebbero rispettare quelli già visti con l’ultimo governo tecnico guidato da Mario Monti. Il senatore a vita fu convocato da Giorgio Napolitano al Quirinale il 13 novembre 2011, tre giorni dopo (il 16) presentò la sua squadra di ministri, per poi ottenere la fiducia al Senato il 17 novembre e alla Camera il 18. Cinque giorni grossomodo (ma possono diventare 10) .

 

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