Cronaca

Green Pass, metà dei deputati della Lega assenti al voto alla Camera

Salvini: "Non è un regime, i parlamentari sono liberi di esserci o no"

Green pass alla Camera: quasi la metà dei deputati della Lega non ha partecipato al voto finale sul decreto che ha esteso la certificazione verde alla scuola e ai trasporti. Continuano a pesare dunque una serie di tensioni e attriti tra le diverse ale del Carroccio, tra quella legata al governo Draghi favorevole , e quella che è invece critica sull’estensione del Green Pass.

Green pass: la Lega si spacca e diserta il voto alla Camera

Oltre un terzo dei deputati del Carroccio non ha partecipato al voto finale sul decreto che ha esteso il Green Pass alla scuola e ai trasporti, in Aula alla Camera. Ben 51 deputati su 132 della Lega erano assenti. “I parlamentari sono liberi di esserci o no. Ognuno è libero di agire secondo coscienza, siamo in democrazia e non in un regime“, ha commentato il leader della Lega, Matteo Salvini. Anche per Centinaio i dissidenti “esprimono un’opinione legittima”, ed è normale che in partito grande come la Lega ci siano “posizione diverse”.

Quindi aggiunge: “Senza minimizzare, però non ingrandirei le cose più di quello che sono“. Per quanto riguarda la Certificazione Covid, secondo il sottosegretario anche se “non è la soluzione di tutti i problemi, serve a tenere aperto il Paese e a incentivare più persone perché si vaccinino“, per cui afferma che “ben venga il Green Pass“.

“La Lega è la Lega, chi ci vuole stare ci sta”

Centinaio, continuando a parlare degli scontri interni al partito finiti in questi giorni sulle pagine dei giornali, racconta che dal 1990, da quando cioè è entrato nel partito, ha “visto scissionisti, gente che contestava, che se ne è andata e ha fondato altri partiti, di tutto e di più“. Ma alla fine “la Lega è la Lega, chi ci vuole stare ci sta. Non c’è un medico che ha fatto una ricetta per obbligare la gente all’interno del partito“.

Centinaio smentisce anche le voci che vogliono Matteo Salvini in minoranza rispetto alla corrente governista capitanata dal ministro Giancarlo Giorgetti e che vede i governatori in prima linea: “Io vedo un segretario che si confronta con le varie anime che ci sono all’interno del partito e penso che sia la cosa più giusta da fare. Credo che sia giusto che chi ha l’onere e l’onore di coordinare il partito si confronti con le varie parti“.


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