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Verso il nuovo decreto, green pass obbligatorio per i ristoranti al chiuso | Le regole

Verso il nuovo decreto Covid: green passo obbligatorio per i ristoranti al chiuso. Ma quali sono le regole e quali sono le sanzioni?

La settimana prossima il governo varerà le nuove regole sul green pass, che ne estenderanno l’uso ad altri ambiti rispetto a quanto stabilito finora. Si va verso l’obbligo della certificazione verde anche per i ristoranti al chiuso. Ma cosa potrebbe cambiare? Vediamo insieme tutte le regole.

Green pass obbligatorio per i ristoranti al chiuso: le regole del decreto

La cabina di regia è prevista martedì e poi ci sarà il Cdm per allargare l’obbligo di green pass ad altri ambiti come ad esempio trasporti come treni, pullman, e anche palestre, cinema, teatri, discoteche. In particolare su discoteche e ristoranti al chiuso il governo sembra aver trovato l’accordo per varare il decreto che rende obbligatorio il green pass. Insomma, laddove esiste il pericolo di assembramento potrebbe diventare obbligatorio il green pass. Il documento verrà rilasciato a chi ha effettuato la doppia dose del vaccino, a chi è guarito o a chi ha un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. In caso di controllo delle forze dell’ordine, chi ne è sprovvisto rischia una multa fino a 400 euro e il gestore dell’attività potrebbe subire la chiusura per 5 giorni.

Locatelli: “Sì al green pass nei ristoranti al chiuso”

Sull’ipotesi del green pass obbligatorio nei ristoranti al chiuso si è già espresso Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente dell’Istituto superiore di sanità. “Premesso che la scelta spetta al decisore politico, a titolo personale, dico che va considerato seriamente anche il Green Pass per mangiare al chiuso nei ristoranti. Peraltro, chi esita a tornare nei ristoranti credo che lo farebbe con più tranquillità sapendo che vi hanno accesso persone con il certificato”, ha detto Locatelli in un’intervista a Repubblica. “Credo che vadano fatte scelte per contrastare la ripresa della circolazione virale -ha spiegato-. Dare accesso a determinate attività a chi è stato vaccinato, o comunque ha il certificato verde, è una strategia inevitabile. Penso a concerti, grandi eventi, stadi, cinema, teatri, piscine palestre. In questi casi è fuori discussione la necessità del documento”. Per quanto riguarda le discoteche, il Cts ha già dato parere favorevole alla riapertura solo in zona bianca, all’aperto e col green pass.

Verso la revisione dei parametri per la zona gialla

Si ragiona anche sulla possibile revisione dei parametri che determinano il passaggio in zona gialla delle regioni, alcune delle quali a rischio secondo gli attuali indicatori come ad esempio l’incidenza dei casi sulla popolazione. Per un eventuale cambio di colore, come anticipato nei giorni scorsi dal ministro della Salute Roberto Speranza, “peserà di più il tasso dei ricoveri” rispetto agli altri parametri. “In una fase caratterizzata da un livello importante di vaccinazione” contro il Covid, secondo il ministro è infatti “ragionevole che nei cambi di colore e nelle conseguenti misure di contenimento pesi di più il tasso di ospedalizzazione”.


Il sito del Ministero della Salute

 

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