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Il 2 luglio 1897 Guglielmo Marconi ottenne il brevetto per la sua radio: una scoperta leggendaria

L'allora 23enne italiano ottenne, a Londra il 2 luglio del 1897, il primo brevetto per la sua radio

Il 2 luglio 1897 Guglielmo Marconi ottenne a Londra il brevetto per la sua “”trasmissione telegrafica senza fili”, in altre parole la radio.

2 luglio 1897: Guglielmo Marconi brevetta, a Londra, la radio

Il 2 luglio 1897 il nome di Guglielmo Marconi fu impresso per sempre nella storia. L’allora 23enne italiano ottenne, infatti, a Londra il brevetto per la sua trasmissione telegrafica senza fili, quella che poi sarebbe stata conosciuta al mondo come radio.

Storia del brevetto

In data 1896 Marconi parlò con l’amico di famiglia Carlo Gardini, console degli Stati Uniti d’America a Bologna, dell’idea di lasciare l’Italia per andare nel Regno Unito. Gardini scrisse una lettera all’Ambasciatore d’Italia a Londra suo conoscente, Annibale Ferrero, per presentare il giovane e le sue straordinarie scoperte. Come risposta l’ambasciatore Ferrero consigliò di non rivelare a nessuno i risultati ottenuti, se non dopo la presentazione del brevetto. Inoltre lo incoraggiò a recarsi nel Regno Unito.

Il 12 febbraio del 1896 Marconi partì con la madre per il Regno Unito. A Londra, il 5 marzo dello stesso anno, presentò la prima richiesta provvisoria di brevetto, con il numero 5028 e con il titolo “Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati”.

Il 19 marzo Marconi ricevette dall’Ufficio Brevetti conferma dell’accettazione della prima domanda e il 2 giugno dello stesso anno depositò all’Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, numero 12039, dal titolo “Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi”. Nel farlo Marconi rinunciò a tre mesi di priorità sull’invenzione. Il 2 luglio 1897 ottenne dall’Ufficio Brevetti di Londra il brevetto richiesto.


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La lettera a Pietro Lacava

Nel 1896 l’inventore, Guglielmo Marconi, ottenne il primo brevetto che offrì con una lettera gratuitamente al Ministro delle Poste e Telegrafi del tempo guidato dall’onorevole Pietro Lacava, illustrando l’invenzione del telegrafo senza fili e chiedendo finanziamenti.

La lettera non ottenne risposta e venne liquidata dal ministro con la scritta “alla Longara”, intendendo il manicomio posto in via della Lungara a Roma.

Tuttavia, questo episodio – seppur rimasto nella storia – rimane tutt’oggi privo di documenti scritti. Per primo ne parlò Luigi Solari nel suo libro “Storia della Radio” del 1939 e successivamente ne parlò Marco Saporiti in “La storia della telefonia in Italia…”.


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Il fu ministro Pietro Lacava.

La disputa con Tesla per il riconoscimento

Stando a quanto riporta “DMAX”, Marconi fu coinvolto in una diatriba senza fine per essere riconosciuto come inventore della radio. A contendergli questo ruolo fu il Nikola Tesla, fisico e ingegnere elettrico che ebbe il merito di sfruttare le onde elettromagnetiche per una trasmissione a distanza.

Marconi negò sempre di aver letto gli studi di Nikola Tesla, affermando di essersi ispirato ai fisici Augusto Righi Rudolph Hertz.

Nel 1911 – due anni dopo essere diventato il primo italiano a vincere il Premio Nobel per la Fisica – la High Court inglese riconobbe Marconi come inventore della radio, ma nel 1934 la Corte Suprema degli Stati Uniti (con una sentenza ritenuta valida solo su territorio statunitense) reputò i brevetti di Tesla fondamentali per la nascita della radio.


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Nikola Tesla.

 

Antonio Bassano

Giornalista pubblicista dal 2017, ma anche eterno appassionato di lotta, pittura, street photography e del mondo otaku. Cresciuto giornalisticamente grazie al quotidiano L'Occhio di Francesco Piccolo, Antonio Bassano ha un approccio alla professione letterario semplice e spontaneo, nonché orientato a mettere a nudo la notizia senza commistioni o forzature.

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