Cronaca

I neofascisti difendono gli Alpini e attaccano le femministe

Lo striscione comparso a Rimini: "Femministe moleste, giù le mani dagli Alpini"

Un gruppo di neofascisti ha difeso gli Alpini e accusato le femministe con uno striscione: “Femministe moleste, giù le mani dagli Alpini”. Lo striscione è apparso a Rimini, la città dove si sono registrate denunce per molestie subite da donne e ragazze nei giorni della 93° adunata degli Alpini. Se le parole dell’assessora alle pari opportunità del Veneto, Elena Donazzan, non sono bastate a far nascere delle polemiche, questo gesto ha sconvolto ancor di più l’opinione pubblica.

I neofascisti difendono gli Alpini

La difesa delle penne nere arriva dal “Movimento nazionale – Rete dei patrioti”, gruppo politico extraparlamentare nato dalla scissione da Forza Nuova in polemica con la gestione di Roberto Fiore e di Giuliano Castellino. I neo fascisti ieri hanno effettuato un blitz nella cittadina romagnola e hanno affisso lo striscione bianco con la scritta per solidarietà nei confronti degli alpini.

Accusata l’associazione “Non Una di Meno”

Gli attivisti accusano l’associazione “Non Una di Meno”, che ha raccolto 500 segnalazioni di molestie, di aver “premeditato l’attacco nei confronti di quella che viene individuata evidentemente come la rappresentazione perfetta della società patriarcale, maschilista e per giunta in uniforme. Spiace non aver visto lo stesso fervore nel condannare le violenze sessuali, quelle purtroppo vere e pure recenti, commesse dagli stranieri sul territorio riminese. In questo caso invece un fischio di troppo e un complimento inaspettato sono bastati per descrivere una manifestazione, capace di attirare mezzo milione di persone e di rimpinguare le casse di tante attività della Riviera, come il peggior incubo per una donna. Se nella recente adunata riminese vi fossero stati episodi veramente incresciosi sarebbe assolutamente necessaria una loro pronta esecrazione secondo giustizia e verità e lontano da qualsiasi strumentalizzazione. Non si può però fare di tutta l’erba un fascio”.

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