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Quante volte l’Italia ha vinto l’Eurovision? Ecco tutti i cantanti vincitori

La nazione ha vinto tre volte: nel 1964 con Non ho l'età di Gigliola Cinquetti, nel 1990 con Toto Cutugno e la sua Insieme: 1992 e nel 2021 con il brano Zitti e buoni dei Måneskin

L’Italia ha vinto tre volte l’Eurovision: nel 1964 con Non ho l’età di Gigliola Cinquetti, nel 1990 con Toto Cutugno e la sua Insieme: 1992 e nel 2021 con il brano Zitti e buoni dei Måneskin.  Di seguito la storia dell’Italia all’Eurovision e tutti i suoi vincitori, i podi, le classifiche conquistate.

L’Italia è tra i paese fondatori dell’Eurovision

L’Italia è tra i paesi fondatori dell’Eurovision Song Contest e vi ha partecipato senza interruzioni fino al 1980 per poi parteciparvi con diverse pause fino al 1997. Dopo una pausa durata 14 edizioni, il paese è tornato a partecipare nel 2011 e da allora è uno dei cosiddetti Big Five, ossia i 5 paesi che, in virtù dei loro investimenti, partecipano direttamente alla finale dell’evento. Quante volte l’Italia ha vinto l’Eurovision?

Quante volte l’Italia ha vinto l’Eurovision?

La nazione ha vinto tre volte: nel 1964 con Non ho l’età (per amarti) di Gigliola Cinquetti, nel 1990 con Toto Cutugno e la sua Insieme: 1992 e nel 2021 con il brano Zitti e buoni dei Måneskin. Grazie a queste vittorie l’Italia ha ospitato per 2 volte la manifestazione, ossia nel 1965 presso l’auditorium Rai di Napoli e nel 1991, ed ospiterà l’edizione 2022.

L’Eurovision è ispirato al Festival di Sanremo

La partecipazione dell’Italia è curata dall’emittente di stato Rai, membro fondatore dell’Unione europea di radiodiffusione. Fu proprio un giornalista Rai, Sergio Pugliese, ad ideare il festival musicale ispirandosi al Festival di Sanremo, che ha spesso funto da metodo di selezione nazionale per il rappresentante italiano all’Eurovision Song Contest.

La prima edizione dell’Eurovision

La prima partecipazione dell’Italia coincide con la prima edizione dell’Eurovision Song Contest, svoltasi a Lugano nel 1956. Ogni Paese poteva presentare 2 brani. Per l’Italia parteciparono la vincitrice del Festival di Sanremo di quell’anno, Franca Raimondi, con il brano vincitore Aprite le finestre. La seconda classificata dello stesso festival, Tonina Torrielli, con il suo brano classificatosi secondo a Sanremo, Amami se vuoi. La prima edizione fu vinta dai padroni di casa: il resto della classifica non fu mai rivelato.

Eurovision 1964: Gigliola Cinquetti vince con Non ho l’età

Da quella volta l’Italia ottenne discreti risultati, senza mai piazzarsi nelle ultime posizioni e raggiungendo anche un terzo posto nel 1958 grazie a Domenico Modugno e alla sua Nel blu dipinto di bluNei primi anni di questo decennio le canzoni italiane continuarono a non sfigurare, raggiungendo un terzo posto con il brano Uno per tutte interpretato da Emilio Pericoli nel 1963. L’anno successivo Gigliola Cinquetti vinse a Copenaghen con Non ho l’età. Il 1965 vide Bobby Solo raggiungere a Napoli il quinto posto con la canzone Se piangi se ridi.



Il periodo buio italiano

Dopo Bobby Solo arrivò un periodo di scarsi risultati per il tricolore, il primo dei quali fu un ultimo posto nel 1966 ottenuto da Domenico Modugno, seguito da altre tre edizioni in cui il miglior risultato fu una decima posizione, nonostante le partecipazioni di artisti quali Claudio Villa, Sergio Endrigo e Iva Zanicchi.

Gigliola Cinquetti sfiora il podio nel 1974

La situazione cominciò a migliorare nel decennio successivo, con un ottavo posto di Gianni Morandi nel 1970 con il brano Occhi di ragazza, seguito da un quinto posto di Massimo Ranieri (nel 1971 con L’amore è un attimo) e un sesto posto di Nicola Di Bari (1972, I giorni dell’arcobaleno) e ancora una volta Massimo Ranieri nel 1973 con Chi sarà con te, classificatosi tredicesimo. Nel 1974 l’Italia sfiora la sua seconda vittoria, nuovamente con Gigliola Cinquetti, la cui canzone fu seconda solo a Waterloo degli Abba.

L’Eurovision del 1974 venne trasmesso in Italia dopo il referendum sul divorzio

Questa edizione fu trasmessa in Italia solo qualche mese dopo lo svolgersi della manifestazione per la sua prossimità con il referendum per l’abrogazione della legge sul divorzio: la decisione venne presa dai vertici della Rai che ritenevano che il titolo della canzone che rappresentava il paese potesse influenzare il voto degli italiani.

I brani italiani nella top 10 di quegli anni

  • 1975: terzo posto della coppia Wess & Dori Ghezzi che cantò il brano Era.
  • 1976: Al Bano e Romina Power, alla loro prima partecipazione con We’ll Live It All Again (cantata parte in italiano e parte in inglese), è giunta al settimo posto.

Poi, solo piazzamenti fuori dalla top 10 da parte di Mia Martini (13º), Ricchi e Poveri (12º) e Matia Bazar (15º).

Gli anni ’80

  • 1980: Alan Sorrenti con la sua Non so che darei
  • 1981: la Rai decise, per la prima volta dall’introduzione della manifestazione nel 1956, di non partecipare, adducendo questioni di scarso interesse.
  • L’assenza italiana terminò nel 1983, quando il paese fu rappresentato da un brano interpretato da Riccardo Fogli, Per Lucia, arrivato undicesimo.

In questo periodo l’Eurovision Song Contest ebbe la sua maggiore popolarità in Italia: nel 1984 Alice e Franco Battiato arrivarono quinti con il brano I treni di Tozeur. L‘anno seguente vide Al Bano e Romina Power classificarsi settimi interpretando la canzone Magic, Oh Magic.

Nel 1986 la Rai si ritirò nuovamente per motivi interni, facendo poi ritorno all’Eurovision Song Contest 1987, quando Umberto Tozzi e Raf arrivarono terzi con il brano Gente di mare. Chiusero questo decennio le partecipazioni di Luca Barbarossa (1988, Ti scrivo), dodicesimo, e della coppia Anna Oxa-Fausto Leali (1989, Avrei voluto) che chiuse nona.

Eurovision 1990: Toto Cutugno vince con Insieme:1992

Nel 1990 l’Italia tornò a vincere a Zagabria (nell’allora Jugoslavia) con Toto Cutugno, autore e interprete del brano Insieme: 1992. Fu così che l’edizione 1991 venne ospitata in Italia. Inizialmente doveva svolgersi a Sanremo, ma per motivi di sicurezza (legati alla guerra del Golfo e alle crescenti tensioni in Jugoslavia) la sede fu spostata a Roma, dove fu scelto come teatro della manifestazione un capannone di Cinecittà.



Cutugno e Cinquetti conduttori dell’Eurovision in Italia

A detta della maggior parte dei commentatori europei ci fu un buon grado di improvvisazione e la conduzione, affidata ai due vincitori italiani Cutugno e Cinquetti, non fu brillante per varie ragioni. Tra queste: la scenografia, la disorganizzazione (che portò quell’edizione a durare quasi un’ora più del previsto) e la scarsa dimestichezza che Cutugno aveva con la lingua inglese. Per organizzare la manifestazione furono spesi 12 miliardi di lire e la diretta televisiva registrò tra i 6 e i 7 milioni di spettatori. L’Italia fu rappresentata da Peppino Di Capri, scelto direttamente dalla Rai, e per la prima volta il brano fu interpretato in napoletano: si tratta della canzone Comme è ddoce ‘o mare, piazzatasi al settimo posto. Vinse la Svezia.

Gli anni ’90

  • 1992: Mia Martini con il brano Rapsodia, ottiene un buon quarto posto.
  • 1993: Enrico Ruggeri, svantaggiato anche dal sorteggio (dovette esibirsi per primo), si piazzò solo al dodicesimo posto.
  • 1994 la Rai si ritirò nuovamente dall’Eurofestival, sempre motivando la propria scelta con uno scarso interesse da parte del pubblico. Tale assenza durò fino all’edizione 1996, al termine della quale l’UER non risparmiò delle critiche alla televisione di stato italiana per il suo comportamento.

L’Italia torna nel 1997

Forse a causa di ciò, e probabilmente anche per le pressioni delle case discografiche, nel 1997 la Rai tornò a partecipare all’Eurovision Song Contest. Accadde in Irlanda, con i Jalisse che, tra i favoriti della vigilia, conquistarono il quarto posto con Fiumi di parole, canzone vincitrice di Sanremo quello stesso anno. In ogni caso, quella del 1997 fu per l’Italia l’ultima partecipazione alla competizione per molto tempo. Vane furono infatti le proteste di Annalisa Minetti e delle case discografiche, che nel 1998 volevano prendere parte alla competizione. Per il successivo decennio, però, nessuna motivazione venne più addotta dalla Rai.

Eurovision: soppresso?

Avvenne così che in Italia non si sentì più parlare di Eurovision Song Contest, se non in rare occasioni e quasi sempre da fonti estere. La manifestazione cadde sempre più nell’oblio tanto che alcuni artisti italiani che vi avevano partecipato in passato credettero addirittura che la manifestazione fosse stata soppressa.

Raffaella Carrà avvicina l’Italia all’Eurovision

Solo nel 2006 la Rai e l’Uer si sono riavvicinate per trattare un ritorno dell’Italia all’edizione 2007, ma senza risultati. All’edizione 2008 partecipò San Marino (il cui network pubblico, San Marino Rtv, è una società partecipata al 50% dalla Rai) con la canzone Complice, interpretata dal gruppo Miodio (scelto tramite una selezione interna) e finita ultima nella prima semifinale. A settembre dello stesso anno, Raffaella Carrà chiese e ottenne di poter ospitare all’interno di Carràmba! Che fortuna un cantante o gruppo che ha preso parte all’Eurovision Song Contest 2008, per far conoscere l’evento e riaccendere l’interesse.

I Paesi Big accedono direttamente alla finale

L’Uer, con l’intenzione di avere il maggior numero possibile di partecipanti, fece di tutto affinché anche l’Italia tornasse a partecipare. In particolare, nel 2008 l’allora responsabile dell’Eurovision Song Contest Svante Stockselius, durante l’incontro con l’Ogae Serbia annunciò che, nel caso di un ritorno, il paese entrerà a far parte dei Big. I Big sono le nazioni che, per il loro contributo fondamentale all’Uer, possiedono uno status intoccabile che concede loro di accedere direttamente in finale. I Paesi cosiddetti Big sono: Italia, Germania, Regno Unito, Spagna, Francia.

Il ritorno dell’Italia all’Eurovision

  • 2011: L’Italia torna con Raphael Gualazzi, secondo con Madness of Love, che segna il ritorno in gara dell’Italia all’Eurovision dopo 14 anni di assenza, ma gli ascolti nel nostro paese sono stati bassi: solo il 6,43% di share.
  • 2012: a Baku con Nina Zilli che con L’amore è femmina (Out of Love) è arrivata nona. Gli ascolti migliorano: 7,43% di share.
  • 2013: Marco Mengoni con il brano L’essenziale. Per la prima volta il 18 maggio 2013 il concorso è stato trasmesso anche su Rai HD. La semifinale su Rai 5. Mengoni conquista il settimo posto (terza top ten di fila per l’Italia). Gli ascolti: 9,17% di share.
  • 2014: Emma si piazza al ventunesimo posto. È il secondo peggior risultato italiano nella storia della manifestazione. Mentre l’audience si assesta al 8,77% di share.

Il Volo: terzo posto con Grande Amore

Nel 2015 Il Volo con Grande amore conquista il terzo posto in finale con 292 punti ricevuti da tutti i paesi, di cui 9 assegneranno i 12 punti. Inoltre gli ascolti hanno avuto un netto aumento rispetto all’anno precedente con 16,35% di share per la finale su Rai 2.



Gli ultimi anni dell’Italia all’Eurovision

Nel 2016 gli Stadio (primi al Festival di Sanremo) rinunciano a partecipare all’Eurovision in favore di Francesca Michelin. La Michelin con No Degree of Separation chiude al 16º posto. Nel 2017 è nuovamente il vincitore del Festival di Sanremo, Francesco Gabbani con Occidentali’s Karma, a rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest, che quell’anno si è tenuto a Kiev. Gabbani, considerato fino alla finale il favorito, concluderà la sua avventura all’ESC al sesto posto, vincendo il Premio Marcel Bezençon della Sala Stampa. Nel 2018 la coppia vincitrice del Festival di Sanremo, Ermal Meta e Fabrizio Moro con il brano Non mi avete fatto niente, hanno rappresentato l’Italia a Lisbona piazzandosi al 5º posto.

Eurovision 2019: Mahmood sul podio con Soldi

Per l’edizione 2019, svoltasi a Tel Aviv in Israele, a rappresentare l’Italia è il vincitore di Sanremo Mahmood con Soldi conquistando un secondo posto.



L’Eurovision al tempo del Coronavirus

Per il 2020 la manifestazione si sarebbe dovuta svolgere presso l’Ahoy Arena di Rotterdam. Qui il vincitore del 70º Festival di Sanremo, Diodato, avrebbe dovuto partecipare con la sua canzone Fai rumore. Tuttavia, a causa della sopraggiunta pandemia di Covis-19, l’evento è stato cancellato e sostituito dallo show Eurovision: Europe Shine a Light. Diodato si è esibito all’Arena di Verona con la già citata Fai rumore e con una versione acustica di Nel blu dipinto di blu.



Eurovision 2021: Måneskin vincono con Zitti e buoni

I Maneskin riescono nell’impresa di vincere l’edizione 2021 dell’Eurovision Song Contest. Salgono sul tetto d’Europa davanti alla Francia e alla Svizzera. Sul palco per l’esibizione che ha concluso l’ESC la band ha cantato la versione originale e senza censure di “Zitti e Buoni”, il brano che ha riportato la vittoria dell’Eurovision in Italia dopo 30 anni.



Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio si spogliano in diretta

Saltato il collegamento con Rai, Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio si spogliati in diretta per festeggiare la vittoria dell’Italia.

 

 

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