Politica

Italia Viva e Azione in un unico partito, Calenda: “Io sarò il presidente”

l senatore Carlo Calenda non ha ancora voluto svelare il nome del partito che nascerà

Italia Viva e Azione si fonderanno in un unico partito. Questo è quello che vuole il Senatore Carlo Calenda. Un percorso che prosegue spedito e senza intralci.

Italia Viva e Azione in un unico partito

Il Terzo polo sarà presto una cosa sola. Il nome del partito resta ancora un segreto, che non ha voluto svelare neppure Carlo Calenda, che è tornato a parlare di un progetto di federazione che va verso il partito unico. Azione e Italia Viva hanno già deciso di formare dei gruppi parlamentari unici alla Camera e al Senato, dopo essersi presentati insieme alle ultime elezioni politiche. Un’unione che getta le basi per un’unione più stretta ed effettiva.

L’idea di Calenda

Calenda, intervistato al Festival de Linkiesta a Milano, ha affermato “Sarà un partito, io sono di questa idea della forma-partito sostanziale“. Certo “in certi casi è molto complicato gestire un partito vero però è indispensabile – ha aggiunto il leader di Azione e del Terzo polo – sarà un’organizzazione che avrà una struttura di leadership e prevedrà un presidente, che Matteo Renzi ha già detto sarò io, e avrà un vicepresidente di Italia Viva“.

Una vera e propria fusione, più che una federazione, come si era detto negli ultimi tempi. “Avrà una leadership politica ma una gestione collegiale, che c’è già – ha spiegato ancora Calenda – E deve esserlo perché immaginiamo un partito che rimanga dopo di noi“.

Poi si è tenuto sul nome: “Abbiamo delle idee ma sarà l’ultima cosa che comunicheremo, in una grande convention”.

Nell’attesa della convention, però, Calenda è tornato anche ad attaccare le altre due opposizioni al governo Meloni: “Il vero segretario ideale per il Partito Democratico è Giuseppe Conte – ha detto il leader di Azione, con due stoccate in un colpo solo – prendessero Conte, che si veste in perfetto stile comunista, e con quella inflessibilità morale che però non poi non porta a fare niente”. E ancora: “Il Pd oggi non fa politica fa moralismo, a me conviene che prevalga Elly Schelin, così noi prendiamo il 20%”.

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