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Il lato oscuro di Telegram: porno, armi, droga e pedofilia a portata di app

Telegram può avere un lato oscuro, specie se si finisce sui canali sbagliati: porno, armi, droga e pedofilia possono nascondersi dove non ve lo aspettereste.

Il lato oscuro di Telegram: ecco cosa c’è da sapere

Telegram è senza dubbio uno sei servizi di messaggistica istantanea più innovativi presenti in circolazione. Nonostante sia reputata meno alla “moda” rispetto a Whatsapp, in molti lo proferiscono per via della particolare tutela della privacy e soprattutto per la facile condivisione dei contenuti, i quali restano “fermi” sull’app, evitando così di scaricare tutto sullo smartphone e occupare spazio sulla memoria.

Eppure, come documentato negli ultimi anni, Telegram possiede un lato oscuro, qualcosa che si avvicina molto al deep web ma anche alle zone più pericolose dell’animo umano e del mondo. Sul noto prodotto della Telegram Llc è possibile trovare tutto ciò che è considerato sbagliato, scorretto, pericoloso e ingiusto per legge.

Pornografia, pedopornografia, spaccio di droga e addirittura covo di criminali e spacciatori. Questi sono i maggiori appellativi che i media hanno attribuito a Telegram (ovviamente non per colpe sue). Perché? La riposta è semplice: sull’app è possibile creare dei canali che possono essere pubblici o privati. Su quelli privati è possibile accedere solo se l’amministratore è in possesso del numero di cellulare dell’interessato, oppure è necessario fare un lungo di giro di gruppi per poter trovare qualcosa di veramente interessante.

Quelli pubblici, invece, trattano di solito argomento più leggeri. Eppure, alcuni di essi vengono spesso utilizzati come tramite per consentire al “lato oscuro” (per dirla alla Star Wars) di poter espandersi e mettere le mani su quanti più utenti, tenendo ovviamente la situazione sotto controllo su possibili “rompi scatole”.

Andiamo però con ordine e vediamo cos’è Telegram e di cosa stiamo parlando.

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Pasquale De Prisco

Nato a Napoli il 16 maggio 1986 e residente a Pagani (Sa). Laurea triennale in Lettere presso Università degli Studi di Salerno. Laurea Magistrale in "Informazione, Editoria, Giornalismo" presso Università degli Studi Roma Tre. Ho collaborato con i quotidiani "Le Cronache" e "La Città". Ho lavorato per "MediaNews24", "Blasting News". Blogger del sito "La Puteca di Pakos".

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