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Pa e Lavoro: l’assenza a seguito della somministrazione del vaccino sarà riconosciuta come giustificata

Finalmente l'assenza dovuta alla somministrazione del vaccino sarà considerata giustificata, come richiedeva la Flp da settimane

L’assenza dal lavoro per l’inoculazione da vaccino sarà riconosciuta come giustificata. Altra vittoria per la Flp, in rappresentanza delle esigenze dei lavoratori pubblici. Con l’emendamento presentato dai senatori Cangini, Serafini, Malan e La Russa, la Commissione Affari Costituzionali del Senato, in sede referente sull’Atto Senato 2463, ha previsto che l’assenza dal servizio, per tutto il personale a tempo indeterminato e determinato delle Pubbliche amministrazioni derivante dalla somministrazione del vaccino Covid-19, è giustificata e non comporta alcuna decurtazione del trattamento economico, sia fondamentale che accessorio. In realtà nei giorni scorsi anche gli onorevoli Brescia e Barzotti, del Gruppo 5 Stelle della Camera, avevano espresso l’esigenza di tutelare maggiormente i lavoratori intenti a seguire il regolare ciclo vaccinale, come consigliato dal governo stesso, in preda alle contraddizioni.


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Lavoro, Assenze giustificate per la somministrazione del vaccino Covid

Approvato un emendamento che finalmente riconosce l’assenza giustificata per i dipendenti intenti a completare il ciclo vaccinale, senza alcuna decurtazione del trattamento economico. Alla Camera, si erano già fatti sentire gli onorevoli Brescia e Barzotti dei 5Stelle, dopo le continue segnalazioni della Flp e del suo Segretario Marco Carlomagno.

La svolta, però, è stata raggiunta con l’approvazione dell’emendamento presentato dai senatori Cangini e Serafini di Forza Italia e Malan e La Russa di Fratelli d’Italia. Nello specifico, la Commissione Affari Costituzionali del Senato, in sede referente sull’atto Senato 2463 “Conversione in legge, con modificazioni, del Dl 26 novembre 2021, n.172, recante misure urgenti per il contenimento dell’epidemia da Covid-19 e per lo svolgimento in sicurezza delle attività economiche e sociali“, ha approvato l’emendamento con il quale si prevede che l’assenza dal servizio per tutto il personale, a tempo determinato e indeterminato, delle Pubbliche Amministrazioni derivante dalla somministrazione del vaccino Covid-19, è giustificata e non comporterà alcuna decurtazione del trattamento economico, sia fondamentale che accessorio.

Azzerate, dunque, le discriminazioni e le differenziazioni di trattamento per tutti i dipendenti del pubblico impiego, attraverso la concessione di benefici prima concessi soltanto ad alcune categorie di lavoratori.

Le posizioni della Flp rappresentate dal Segretario Carlomagno

Il noto Segretario della Flp, Marco Carlomagno, aveva già sollecitato il raggiungimento del medesimo obiettivo, nelle scorse settimane. Infatti, la notizia dell’approvazione dell’emendamento è stata accolta con pieno entusiasmo.

“Un primo, importante, risultato nel solco delle iniziative promosse da Flp a tutela dei lavoratori pubblici”, ha dichiarato il Segretario Carlomagno. “Fondamentale sanare una differenziazione di trattamento per la giustificazione della giornata vaccinale, concedendo i benefici già precedentemente concessi solo ad alcune categorie di lavoratori”.

Dopo il passaggio in aula, chiaramente, il testo sarà trasferito alla Camera per l’approvazione, che dovrà avvenire entro il 25 gennaio. “I tempi così ristretti inducono a ritenere che, nel passaggio al secondo ramo del Parlamento, il testo non subirà modifiche. Continua, però, il nostro pressing e l’attività di sensibilizzazione di tutte le forze politiche per raggiungere nella discussione in Aula un secondo, indispensabile obiettivo: quello che i periodi di malattia eventualmente insorgenti a seguito della somministrazione vaccinazione siano equiparati, e quindi non soggetti a decurtazione dei trattamenti economici spettanti”, ha concluso il Segretario generale della Flp.

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